
Sabato 13 giugno al Molikè di Giulianova
il maestro Benavidez terrà una bellissima conferenza sul Tango:
Le persone, i fatti, la musica, il ballo, la storia
attraverso gli occhi e i ricordi del maestro.
A seguire aperetivo cenato e milonga.

Sabato 13 giugno al Molikè di Giulianova
il maestro Benavidez terrà una bellissima conferenza sul Tango:
Le persone, i fatti, la musica, il ballo, la storia
attraverso gli occhi e i ricordi del maestro.
A seguire aperetivo cenato e milonga.
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A causa del recente terremoto che ha colpito tutto l’Abruzzo, la vacanza è stata rinviata a data da destinarsi.
Ci scusiamo per il disguido e rinnoviamo la nostra solidarietà alle famiglie colpite dal sisma.
Vacanza Tango …y Vos
Associazione Tango Ideal-BenavidezTango
in collaborazione con l’associazione
“Compadrito Tango”
di Dublino
Vacanza di Tango e Folklore
Argentino
Borgo Spoltino 10-14 aprile 2009
La bellissima country house nel cuore dell’Abruzzo
Un luogo che non si può far a meno di visitare e conoscere, dove tutto invita a fermarsi e parla di serenità …
Vale la pena arrivare personalmente in Abruzzo, località Mosciano Sant’Angelo (provincia di Teramo), Strada Selva dè Colli per ammirare, dal vivo, lo splendido scenario naturale, la bellezza ed il calore dei locali e gustare le specialità preparate con arte da Gabriele Marrangoni e Mauro Angeloni .
Pranzi e cene a base di ricette tipiche abruzzesi accompagnate da una scelta di pregiati vini regiona
| Menù di Pasqua Aperitivo *** Ricotta fresca di Pecora; “Canzanese” con Verdurine Agrodolci;Pecorino nostrano; Giuncatina con Tartufo; Filettino di Maiale affumicato,Mazzarella Teramana*** Stracciatella in Brodo di Gallina con Indivia e Pallottine *** Timballo di Sfoglia con Ragù Bianco, Asparagi e Carciofi *** Chitarra Teramana in Salsa Classica *** Agnello “Cacio e Ove” con Misticanze di Campo “rifatte” *** Prosciutto di Maiale con Salsa al “Vino Cotto” e Patate al “Coppo” *** La Pizzadolce teramana *** Tagliata di Frutta
|
Il salone di 400 metri – passeggiata fra gli ulivi – la prestigiosa cantina – la chiesa medievale

Per le lezioni è a disposizione un salone di 400 m quadrati di parquet

Le Lezioni e gli Eventi
M° Oscar Benavidez
Decano dei maestri in Italia
e
Laura Francia
Le lezioni saranno tenute in lingua italiana e in lingua inglese
Programma
Venerdì
Ore 18.30 (circa) arrivo e sistemazione
Ore 20.00 cena
Ore 22.00 lezione di filklore- posizione, passo basico e figure
Ore 23.30 Conferenza-proiezioni
Sabato
Ore 16.30 lezione di tango
Ore 18.00 lezione di Folklore: coreografie della chacarera doble e simple
Ore 21.30 aperitivo cenato e milonga Tango y vos (con musica esclusiva)- t.j.Chi
Domenica
Mattina escursione Fortezza di Civitella (TE)
Ore 13.00 pranzo tipico di Pasqua!
Ore 16.30 lezione di Tango
Ore 18.00 lezione di folklore: il gato
Ore 20.30 Cena
Ore 22.00 Milonga: musica t.j.Chi
Lunedì
Escursioni: Rocca Calascio, Santo Stefano Di Sessanio,
Castel Del Monte (AQ) (con degustazione di prodotti tipici )
Martedì
Partenza nella mattinata
Il corso di folklore è per tutti i livelli, mentre quello di tango è solo per intermedi/avanzati
La prima parte di ogni lezione sarà dedicata alla tecnica necessaria per lo svolgimento della parte seguente.
La tecnica affronterà soprattutto i temi della camminata e dell’abbraccio. Particolare rilievo sarà dato al tempo e alla musicalità di passi e fermate.
Nell’insieme lo stage mira a conciliare, sulla base di un’elegante improvvisazione, il tango tradizionale con la ricerca contemporanea tenendo presente, anzi favorendo, la personale interpretazione di ogni singola coppia.
I single sono ben accetti
Le Escursioni
Luoghi della Storia – Cultura – Enogastronomia
Rocca Calascio
Una rocca dal fascino arcano, che con i suoi quasi 1500 metri di altitudine è il castello più alto d’Italia e fra i più elevati d’Europa, oltre che uno dei più antichi centri abitati dall’uomo in Abruzzo.
E’ una delle fortificazioni che maggiormente si fonde con l’impervio territorio roccioso che lo circonda, costruito interamente in bianchissima pietra calcarea e posto a cavallo di una cresta a dominio della valle del Tirino e della piana di Navelli. Da qui si può godere di una spettacolare panorama su Campo Imperatore e il Gran Sasso. Il suo ruolo principale era quello di controllare il più importante percorso tratturale aquilano che passava sotto le mura.
Santo Stefano Di Sessanio
Il borgo di S. Stefano di Sessanio è, tra i monumenti dell’uomo, forse il più suggestivo dell’intero Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. E’ un paese completamente costruito in pietra calcarea bianca, il cui candore è
stato reso opaco dal tempo. Le coperture dei fabbricati realizzate esclusivamente con coppi offrono un’armonica visione d’insieme a chi lo osserva dall’alto della torre medicea. Il borgo è considerato tra i più belli d’Abruzzo per gli integri valori ambientali, per il decoro architettonico.
Castel Del Monte
Notizie storiche: Suggestivo paese dalle inconfondibili peculiarità medievali, Castel del Monte si trova all’interno del parco nazionale del Gran Sasso ed è meta costante degli amanti della natura. Per secoli è stato un centro importante per la transumanza e tuttora è noto per i suoi formaggi. Nel XVI secolo Castel del Monte ha subito la distruzione per mano dell’esercito aquilano guidato da Muzio Colonna. Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, il borgo si erge su un colle dominato dalla torre del castello. La parte più antica del paese, chiamata Ricetto, conserva parte della cinta muraria
Fortezza Di Civitella
Storica fortezza, una delle più imponenti d’Italia (lunga più di 500 m. e con una superficie superiore a 25.000 mq), nota nel medioevo e nel Risorgimento per i memorabili assedi subiti nel 1053, nel 1557, nel 1798 e nel 1806. Nel 1861 fu l’ultima roccaforte del regno borbonico ad arrendersi, il 20 marzo e dopo un assedio durato oltre sei mesi, alla nascente unità d’Italia.
Si è cercato di conciliare i momenti di tango con la cultura del posto, soprattutto attraverso la conoscenza diretta dei luoghi più suggestivi, dove si attuerà un viaggio esclusivo attraverso le tradizioni enogastronomiche della regione. Significativa è infatti la scelta della location, una tipica struttura della tradizione contadina abruzzese.
Costi ePrenotazioni
Il costo è di 450,00
Il costo include:
soggiorno 4 giorni e 4 notti (si riparte la mattina del 14) pensione completa
stage di tango e di folklore
serate di milonga e spettacoli
trasporto da, e per Ciampino (RM)
escursioni in autobus: Fortezza Di Civitella (TE), Rocca Calascio,
Santo Stefano Di Sessanio e Castel Del Monte (AQ)
(degustazione di prodotti tipici presso il caseificio Gran Sasso)
Guida turistica esperta
Anticipo prenotazione 100,00 euro
Il numero delle prenotazioni è limitato
Pacchetto per esterni 5 lezioni + 3 serate milonga e spettacoli
inclusa la cena di sabato e di domenica 140,00 euro ( 130,00 euro per
associati Tango Ideal-BenavidezTango)
Singola lezione 20 euro
Configurazione degli appartamenti
Apt.1: 1 camera matr., 1 camera con 2 letti singoli, soggiorno divano-letto matr.
Apt.2: come Apt.1
Apt.3: 1 camera matr.
Apt.4: 1 camera matr., soggiorno con divano-letto matr.
Bungalow: 1 camera matr., 1 camera con 2 letti singoli
Apt. Savini 1: 1 camera matr., 1 camera con 2 letti singoli
Apt. Savini 2: 2 camere matr.
Totali posti letto Borgo Spoltino e Apt. Savini: circa 30.
Come Prenotare
le prenotazioni si effettuano
versando 100 euro di anticipo
entro il 30 marzo 2009 tramite bonifico bancario specificando nella
causale “vacanza tango”.
Coordinate bancarie: Gusto srl c/o BPLS di Giulianova (TE)
Codice Iban IT74C0555076910000000504458
Come Arrivare
Da Dublino si arriverà in aereo a Ciampino dove un autobus trasporterà tutti direttamente a Borgo Spoltino.
Mentre per tutti coloro che desiderano partecipare alle lezioni, serate ecc: uscita A14 Giulianova e seguire la statale 80 per Teramo.
Borgo Spoltino
Contrada Selva dè Colli, Mosciano Sant’Angelo (TE)
085 8071021
info e prenotazioni:
Laura
Per l’Italia +39 349 4543158
Simona
Per l’Irlanda +35 386 747958
Benavidez.francia@libero.it tangofever_ireland@yahoo.com
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Dicembre 2008 – Oscar Benavidez e Laura Francia
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La locandina pubblicitaria dello spettacolo in Giappone

Oscar e Ines – Charleville (Nord della Francia) – 24 gennaio 1976

La pubblicità del locale “Michelangelo” nell’estate 1978
Oscar e Ines con molti famosi artisti salivano sul palco del mitico locale. Fra i tanti anche una giovanissima Manuela Bravo!

Oscar e Ines si esibiscono nel locale Michelangelo – Verano 1978

Oscar e Ines in uno spettacolo di Folklore a Parigi (1976)

Oscar e Ines al Cabana Rythm di Parigi – 1976
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Venerdì 19 dicembre 2008 alle ore 18
nelle sale della Prefettura di Macerata
davanti alle autorità e all’Ambasciatore dell’Uruguay
Concerto di Tango
con il Maestro Hector Ulises Passarella e il suo gruppo
accompagnati dalla Corale di San Ginesio.
Si esibiranno
il Maestro Oscar Benavidez
e la sua partner Laura Francia
Spettacolo non aperto al pubblico…purtroppo!
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Oscar Benavidez e Laura Francia
3 ott.Godo di Russi – Ra
Concerto con M° Silvio Zalambani
y Gruppo Candombe in BUENOS AIRES e ritorno…solo tango a la cumbre.
L’estate se n’è andata. Riprende il solito tran tran dei corsi invernali. Chi ancora non ha deciso di iniziare a ballare il tango, farebbe bene a pensarci! 
Intanto, come ricordo, abbiamo alcune delle bellissime foto scattate da Paolo Brasca e Ivan Martelli a Potenza Picena e dal Photo Center alla Villa Malagola di Russi. Vediamo ritratti Oscar Benavidez e Laura Francia in queste tappe della tournè estiva.
Buona visione!!!
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Oscar Benavidez è un grande tanguero e nella vita ha avuto diverse passioni oltre al tango. Fra queste, sicuramente spicca la passione per la poesia e per le donne.
E allora ecco una poesia dedicata a tutte le donne. Oltre al testo, in fondo, trovate anche il link per poterla ascoltare recitata da Oscar in italiano.

DONNA
Sei donna.
Le note si intrecciano nei tuoi capelli
come cercando il filo di un pentagramma.
Il preludio descrive belle melodie
come il tuo andare di ruscello.
Questa musica trasporta la tua snella figura
verso il buio della notte piena di ricordi.
Il tuo sguardo,
il tuo sguardo ha una dolcezza senza fine
come lo splendore del sole e della luna
Sei donna,
fiore nato nel cuore della terra;
donna,
petalo fragile come la propria vita;
donna,
finestra aperta all’amore e alla poesia,
pezzo di cielo
dove riposa l’andare dell’uomo,
del bambino.
Palpitante ventre d’amore
e di speranza
di fede
di nostalgia
di sogno e ansia;
perduto per sempre.
Donna
e tutto sta detto quando si dice,
quando si dice,
soltanto donna
Oscar Benavidez (QUI in voce)
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SONETO XV
Desde hace mucho tiempo la tierra te conoce:
eres compacta como el pan o la madera,
eres cuerpo, racimo de segura sustancia,
tienes peso de acacia, de legumbre dorada.
Sé que existes no sólo porque tus ojos vuelan
y dan luz a las cosas como ventana abierta,
sino porque de barro te hicieron y cocieron
en Chillán, en un horno de adobe estupefacto.
Los seres se derraman como aire o agua o frío
y vagos son, se borran al contacto del tiempo,
como si antes de muertos fueran desmenuzados.
Tú caerás conmigo como piedra en la tumba
y así por nuestro amor que no fue consumido
continuará viviendo con nosotros la tierra.
Pablo Neruda (1959)
Da molto tempo la terra ti conosce:
sei compatta come il pane o come il legno,
sei corpo, grappolo di sicura sostanza,
hai peso d’acacia, di legume dorato.
So che esisti non solo perché i tuoi occhi volano
e danno luce alle cose come finestra aperta,
ma perché di fango ti fecero e t’hanno cotta
a Chillan, in un forno di mattoni stupefatto.
Gli esseri si spargono come aria o acqua o freddo
e son vaghi, si cancellano a contatto del tempo,
come se prima che morti fossero sminuzzati.
Tu cadrai con me come pietra nella tomba,
così per il nostro amore che non fu consumato
continuerà a vivere con noi sulla terra.
QUI Oscar Benavidez recita il sonetto di Neruda, dedicandolo all’amico Ricardo Roma. E’ una registrazione fatta con i mezzi del tempo, nel 1979.
Accompagnano la voce di Oscar le note di un bellissimo “Tango apasionado” di A. Piazzolla
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Posti incantevoli con panorami mozzafiato del Monteconero, tanta bella gente simpatica e vogliosa di star bene in compagnia, qualche imprevisto superato, e un mare di relax.
Mare, piscina o passeggiate al mattino; tante ore di lezione al pomeriggio; simpatiche cene in compagnia, con risate e scambi di opinioni; milonga e lezioni di folklore di sera; chiacchiere e bagni in piscina dopo la milonga ….
Che volere di più?

la terrazza del bar

la piscina e la vista dell’Hotel dall’alto

la terrazza delle colazioni

il giardino davanti alla suite dei maestri
Charlando de tango di fronte al mare
Un momento di relax
Posa de tango davanti alla chiesa: Oscar e Chiara
A lezione di Candombe con Oscar
A presto altre foto. Grazie a tutti per la bellissima esperienza! Siete stati meraviglosi compagni d’avventura!
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Sexteto Tango
Per chi non dovesse conoscere questo prodigioso sexteto, possiamo dire che più o meno alla fine degli anni sessanta, l’orchestra di Osvaldo Pugliese, incontrò qualche problema per via della salute del suo direttore e pianista. Così alcuni dei musicisti della formazione, i più “anziani” del gruppo, decisero di formare una orchestra tutta loro, raccogliendo l’idea dello stesso Pugliese, di ridurre un pò la formazione, creando un sexteto di Decariana maniera: nacque così il Sexteto Tango. Durante i primi tempi, per qualche mesetto, tennero i piedi su due staffe, per poi separarsi “consensualmente”, in forma definitiva, da Pugliese.
Come pianista si propose Julian Plaza che sapeva suonare sia il piano sia il bandoneon. Come violini passarono Oscar Herrero e Emilio Balcarce; come contrabbasso passò Alcide Rossi; come bandoneon passarono Osvaldo Ruggiero e Victor Lavallén; il cantante all’inizio fu Jorge Maciel. La nuova formazione debuttò nell’ottobre del 1968 nel mitico locale “Caño 14“.
Numerose le tournè, i concerti nei più importanti e famosi teatri del mondo, dal Colon di BsAs al Giappone…
Uno stile inconfondibile grazie agli arrangiamenti originali: basti pensare ai nomi, fra cui Ruggiero, Plaza, Lavallén e Balcarce, tutti grandi arrangiatori e compositori!!!!

Nella foto , scattata in Uruguay a Punta del Este nel 1970, molti dei componenti del Sexteto Tango, in compagnia di amici e altri artisti (e che artisti!) sono a godersi un bel bagno di sole!
Accucciato a sinistra Nestor Marconi (allora il bandoneonista del Sexteto di Francini); i cinque per terra da sinistra sono Victor Lavallen del Sexteto Tango; Enrique Mario Francini violinista e direttore dell’omonimo sexteto; Oscar Benavidez, allora ballerino al Caño14 e mascotte del Sexteto (tutti avevano una figlia da fargli sposare!
; Emilio Balcarce, violinista del Sexteto; Cesar, il cassiere del locale…non a caso in vacanza insieme a quelli del Sexteto!!! 
Un pò in disparte, ma sempre seduto un pensoso Atilio Stampone. In piedi da sinistra, Julian Plaza, Alcide Rossi e Jorge Maciel del Sexteto, e il cantante di Francini, Antonio Maida.
A scattare la foto? Oscar Herrero del Sexteto,… ma per questo dobbiamo fidarci di ciò che dice Oscar!!!

Altra spiaggia sempre a Punta del Este e sempre nello stesso anno. In ordine: Nestor Marconi, Oscar Benavidez e Jorge Maciel.
QUI in questo video, gli amici di Oscar al giorno d’oggi!!!
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Alcides Chiappolini (il papà di Oscar) con l’amico Fernando Ochoa
Viviana Mensi e Oscar Benavidez con una amica
Anno 1967 nel locale
“El Rancho de Fernando Ochoa”, nel porteño barrio de San Cristóbal;
sul muro c’era scritto a grandi lettere
“El arte de la amistad honra a quien lo recibe y a quien lo da”.
Fernando Ochoa fu attore, autore, poeta e gran tradizionalista. La sua casa, a pochi passi dal centro di BsAs, pareva il ranch di un vero gaucho della pampa!
Ideò e interpretò grandi personaggi popolari, come La Mechuda o Don Bildigerno. Ochoa nacque a La Plata e a vent’anni si trasferì nella capitale in cerca di fortuna. Conobbe e lavorò con i grandi del teatro Claudio Martínez Payva, Alberto Vacarezza, Atilio Supparo e molti altri. Ma conobbe anche i grandi della radio e del cinema, lavorando in entrambi i settori. Creò una sua compagnia e con questa girò per molti paesi di lingua ispanica, Spagna inclusa.
Negli anni sessanta, aprì con l’amico Miguel Koury il locale “El Rancho de Fernando Ochoa“, dove molti artisti, personaggi della cultura e della scienza si incontravano in rilassata amicizia tomando mate y tinto.
Oscar e suo papà, grande amico di Ochoa, erano di casa.
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21 marzo 1967 – Miami Hotel di Teheran – Iran
Tournè Juan Carlos Copes Revue
Anita Postorino – Ida Wol – il cantante Hugo Jordan
Oscar Benavidez – “Pulgarcito” Postorino -
Viviana melzi e di spalle Esteban Greco
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Oscar a 11 anni fra i genitori nell’aniversario di nozze di tia Isabel

La mamma

il papà

Il papà con un amico
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Una locandina pubblicitaria della vecchia compagnia di Oscar: Che Tango Che
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Oscar con alcune allieve di Rimini: tecnica di voleos!
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Oscar Benavidez e Paola Pedrosi
Teatro del mar – Riccione
1999
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Presentazione dello spettacolo “Le Tango“
con
M° Oscar Benavidez e Laura Francia;
Gianluca e Monica Viola
Claudio Cortejarena e Laura Rodriguez
Direzione artistica del M° Oscar Benavidez
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El…
Si yo fuera El,
El que baila
aferrado a tu cuerpo
noche tras noche…
Si yo fuera El
El que te trastorna
nota a nota…
Si yo fuera ese 2×4…
no estaria asi solo.
Lui
Se io fossi Lui
quello che balla notte dopo notte
avvinghiato al tuo corpo.
Se io fossi Lui,
quello che ti fa perdere i sensi
battuta dopo battuta.
Se io fossi quel tango,
non sarei così solo.
(Oscar Benavidez)
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Se sei gaucho milonguero o malandra
se la tua vita è lei che balla,
ballala!
Con il tango alla deriva,
sei arrivato,
e i tuoi passi parlarono per te:
balla!
Venti anni non son nulla,
vieni a ballare!
Lustrati il tacco, consumalo, rompilo,
che qui se si balla tango
è grazie a te.
Dopo arrivò dal tuo quartiere
un compadrito, come te,
però più piccolo.
Lo consoci?
Ora che si formò il bailongo,
uno con le bolas,
l’altro con il bombo,
cosa dici? Balli?
Venti anni non son nulla
vieni a ballare!
Lustrati il tacco, consumalo, rompilo,
che qui se si balla il tango
è grazie a te…

Oscar Benavidez e Alejandro Fasanini
Marotta di Ps – 6 Agosto 2001
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Evert Taube è stato un cantante, autore, poeta nato in Svezia nel 1890. Instancabile giramondo, venne a contatto con la cultura argentina, soggiornando in provincia di Buenos Aires (in 25 de Mayo) per ben sei anni, dal 1910 al 1915. Benchè la leggenda popolare del suo paese natale, lo volesse impegnato in questi anni come gaucho, in realtà era a capo di un progetto per la costruzione di canali anti-allagamento nella Pampa. Però rientrando in Svezia portò con se molta Argentina, e non si dimenticò nemmeno del Tango! Si! Fu proprio lui uno dei primi a portare il tango in Svezia negli anni 20. Ed è probabilmente in seguito alle sue composizioni che il tango svedese ha subito una sorta di “deviazione” europea…

Il suo popolo lo amava molto, conferendogli riconoscimenti di ogni genere. Era considerato l’artista folkloristico più completo e genuino, tanto che, anche da anziano, ogni anno, i suoi fans gli chiedevano di risalire sul palco, almeno in estate. Era sempre accompagnato da diversi musicisti, fisarmonica, chitarra, basso, fiati, e soprattutto da un formidabile coro. QUI un filmato di una di queste manifestazioni nel 1966.
E questo accadde anche nel 1967, alla veneranda età 77 anni! In quell’anno, nel periodo in cui Evert Taube stava organizzando la sua festa annuale, si esibiva a Stoccolma anche El J.C. Copes Argentine Revue, in un famoso ristorante del centro.
Saputolo, una sera anche Taube andò allo spettacolo per scegliere una delle coppie che lo avrebbe accompagnato nel suo spettacolo estivo al Gröna Lund. Una pareja de tango sarebbe stata con lui sul palco! E così fu! Del gruppo di Copes scelse proprio Oscar Benavidez e una ballerina inglese.

Oscar in costume da gaucho, prima di una esibizione con Taube
Il tango sarebbe stato uno di quelli composti dallo stesso Taube, simile a quello che vediamo nel filmato qui sotto, girato sempre nel Gröna Lund, ma l’anno prima.
La città di Stoccolma fu tapezzata di manifesti con l’immagine di Evert Taube a cavallo e sotto, scritto in grande campeggiava la scritta: “Y desde la Pampa Raul Chiappolini” (il vero nome di Oscar).
Per l’occasione Oscar ballò il tango vestito da gaucho con tanto di bombacha, camisa, corralera, botas de cola, sombrero y faja alla Rodolfo Valentino. E per completare il quadro, anche la ballerina aveva un vestito lungo e bianco, con frappe e pois neri, proprio alla spagnola! Come facessero a ballare non si sa, ma quella era l’immagine del tango in Svezia!

Svezia -Stoccolma -Gröna Lund – 17 luglio 1967
Sul palco a fine esibizione, Evert Taube saluta Oscar.
Notare l’abito della ballerina sulla destra!
Dice Oscar: “Alla fine di ogni spettacolo, Evert mi prendeva per la mano e, prima in svedese e poi in spagnolo, alzandomela, gridava <<Ecco questo è argentino, carne argentina, la pampa argentina, un vero professionista tradizionale!!>>; e giù appalusi. Mi spiace perchè avevo anche i filmini di quel periodo: uno degli amici della compagnia mi seguiva e riprendeva e poi, in fretta e furia, ci riaccompagnava al ristorante per l’esibizione con Copes! Tutto, anche altre foto sono andate perse in un allagamento in argentina!”
Si vede che i canali di Evert non hanno funzionato a dovere!
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Mentre leggi, ascolta Los Mareados, interpretato da Astor Piazzolla
Un gotan para dos
“Apenas entres la juné” – Appena entrato l’ho vista. Stava ballando.
Mmmmm! Mi piace! E’ snella e tanguera…
Dopo tre minuti la cabeceo, la invito, …. “me copa“!
Nella partenza già la apreto, la stringo.
Un gemito mi accarezza l’orecchio.
In ogni frase cerco, invento la combinazione.
Che piuma! Faccio quello che voglio.
“Que lindo!” Che bello! Le marco un ocho.
Battuta dopo battuta allungo i tempi;
conquisto il suo corpo in una calesita;
geme sul mio lobo destro.
Decido una quebrada, la arrugo,
la avvolgo, fino a stropicciarla …
Que mina! Che donna!
Con lei fuggo i codici e le regole;
ballare insieme è un delirio di soddisfazione.
Al momento ho la senzazione “que le voy“,
le piaccio, mi sente. Oh como milongueo de diez!
Improvviso spontaneamente al contatto con il suo viso;
è una immersione in senzazioni, figure, passi;
le gambe disegnano l’emozione di due silhouette.
Nient’altro che una sola esperienza…il Tango!
Ascolto il ruggito dei bandoneones.
Palpita il mio cuore, vorrei sciogliermi in lui,
fondermi con lui.
Parto confusa, o quasi.
Un ocho, una sentada, un corte! Bene bene!
Bien! Ho capito! Mi lascio andare.
E’ deciso, rude, però sa condurre.
In un pivot mi prende, mi travolge.
Que divino! Straordinario!
Il tango con le sue battute sensuali.
El machismo, il vigore, scompare in una effusione di abbraccio,
diventiamo un solo corpo.
Franela, franeleo …. franeleada!
Questo è il tango. Così è lui.
Così ci trasformiamo noi.
Magica realtà.
Passo dopo passo me re-copo … total,
mi innamoro del suo stile,
del suo modo de tanguear,
di creare … de apoyar.
Tre minuti fa non capivo nulla,
adesso è come se l’universo fosse mio…
Que hermoso! Che bello!
Che pena, che triste, si avvicina il Sol-Do,
il chan-chan di questa intensa melodia,
del fraseggio interminabile,
dove io,
per tre minuti,
ho perso la ragione.
Oscar Benavidez
→ 1 CommentoCategorie: POESIE
Michelangelo è un locale di Buenos Aires, ma non un locale qualsiasi. Viene sopprannominato la “cattedrale del tango“. Nel 1967 un gruppo di amici decide di trasformare un vecchio magazzino di deposito in una casa di spettacoli, secondo l’uso dell’epoca. Grazie ai nomi che passano sul suo palco, come D’Arienzo, Osvaldo Piro, El Polaco Goyeneche, Osvaldo Pugliese, Astor Piazzolla, ecc…diventa molto presto il tempio della noche porteña. Ma non c’era solo tango. Passarono da li anche grandi nomi del Cabaret come Liza Minnelli o Robert Duvall o comici come Olmedo o Marrone.
Nel 1969 Astor Piazzolla, nel disco Adios Nonino che contiene l’omonimo brano dedicato al padre, inserisce anche il brano “Michelangelo 70” proprio dedicato al locale.
Resta aperto per quasi trent’anni filati e dopo una piccola pausa viene riaperto ed è tutt’oggi il tempio del tango for tourist di Buenos Aires. Maggiori informazioni si trovano sul SITO del locale.
Nel 1971, quando l’orchestra che suonava nel locale era quella di Osvaldo Pugliese, Oscar si esibiva con Ines sul palco del Michelangelo. Con lui c’erano Estella Raval, Jaime Torres, El Trio Noi, Locati e tanti altri.
Oscar Benavidez e Ines Iovine
di spalle il bandoneonista Julio Pane
Oscar e Ines ballano Tanguera
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Ogni anno, a fine stagione, tutti gli artisti, gli organizzatori, i manager del Caño 14 si riunivano per festeggiare i successi delle serate, con un asado. Anche l’8 febbraio del 1971 si ritrovarono tutti nel Barrio de los Troncos in Mar del Plata. E c’erano proprio tutti!

Oscar è in piedi a metà foto circa; alcuni presenti:
J. Colangelo – Maure – Cacho Ben ben – E. Balcarce – J. Plaza
H. Stampone – G. Maciel – A. Maida – O. Ruggero – Rodillas – H. Jordan
Rego – J.C. Rossi – Marafioti (Hijo) – Lito Scarso – V. Lavallen
A. Stampone – A. Troilo (nella fila di mezzo) - J. C. Copes (a torso nudo)….
Racconta Oscar che, mentre stavano cuocendo l’asado, durante l’aperitivo, nel giardino della villa, improvvisarono una partita di calcetto. Poco distante dal campo improvvisato, stava chiacchierando Troilo con un bicchiere in una mano e il sigaro nell’altra. A un certo punto una palla lanciata troppo lontana, cadde ai piedi del pichuco che gridò: “Mia pibe!!!”. Alzò la gamba con tutta la forza che aveva per calciare la palla … ma la mancò… Tutta l’energia che aveva messo ebbe il solo effetto di estirpare un pò di erba sul prato, e soprattutto di vederlo piombare con il sedere per terra!
I presenti erano tutti preoccupati, ma visto che lui rideva come non mai, corsero per aiutarlo a tirarsi in piedi, fra le risate generali.
Il Gordo era un tipo molto scherzoso: ogni volta che arrivava al Caño 14 per suonare, riposato e sobrio, diceva sempre: “Hoy toco dos notas y mato“. A fine serata, dopo la seconda entrata e dopo aver suonato vari tanghi, se non era soddisfatto, ripensandoci sopra diceva ” Hoy no MATO una mosca!”
→ 1 CommentoCategorie: FOTO · RACCONTI
Oscar Benavidez e Laura Francia in sala prove.
“Tristeza de un doble A” di Piazzolla.
Un “A.A”, il doppio A, è per anotnomasia il bandoneon, strumento principe del tango argentino. Nella sigla A.A. ci sono le iniziali del primo produttore ed esportatore di bandoneon in Argentina: Alfred Arnold.
Nel brano “Tristesa de un doble A“, Piazzolla ha voluto omaggiare i più grandi del bandoneon, ricreandone i suoni, gli stili e le atmosfere del passato: da Eduardo Arolas allo stesso Piazzolla, passando per Pedro Laurenz, Pedro Maffia, Leopoldo Federico, Osvaldo Fresedo o Anibal Troilo. Anche nella coreografia del M° Benavidez, un sentito omaggio a questo strumento.
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Il tango nella famiglia Chiappolini l’ha sempre fatta da padrone!
Al matrimonio della zia Delia Chiappolini con Victor Otero, più o meno nel 1953, la sposa festeggia con una ronda di tango. Immortalata dal fotografo mentre balla con uno degli invitati, l’amico Hector Espindola.

Il tango della sposa

Gli sposi con gli amici
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Nel 1968 Oscar è in tournè con Copes in tutto il centroamerica. A suonare nell’orchestra che accompagna lo spettacolo, un grande bandoneonista: Nestor Marconi.
Ovviamente i musicisti e i ballerini passavano i loro pomeriggi all’aria aperta, tra un bagno e una partita di pallone in spiaggia tutti insieme.

Nestor Marconi – Hugo Jordan con la palla
Oscar benavidez e dietro Ruben Alzueta
Queste foto sono state fatte in una spiaggia di Puerto Rico, il pomeriggio del 19 ottobre 1968. La seconda qui sotto è autografata dallo stesso Marconi: infatti nel 2002, Oscar era a Buenos Aires e saputo che Marconi era a fare le prove al Teatro Cervantes, lo è andato a trovare per ricordare i tempi andati.
Felicissimo Marconi ha passato una piacevole serata e gli ha autografato la foto scrivendo “Gracias por el recuerdo“.

Puerto Rico – 19 ottobre 1968
Nestor Marconi e Oscar Benavidez
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Questa è la nonna Benavidez, la mamma del papà che ha regalato il nome d’arte a Oscar. Nata nella provincia di Santa Fe era molto affezionata a tutti i nipoti… Oscar è seduto accanto a lei sul divano.

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“Quando lavoravo alla Querencia, avevo un amico che avrebbe voluto fare il folklore e gli spettacoli come me. Lui lavorava in un ristorante e poi, finito il turno, passava dove lavoravo e gli insegnavo qualcosa. Un giorno venne da me, dicendomi che lo avevano chiamato per fare un provino per uno spettacolo in teatro con un grande coreografo del momento: Victor Ayos. Mi chiese di accompagnarlo, anche solo per fargli compagnia e coraggio. Accettai anche se con poca voglia.
Il giorno dopo entrammo in questo bellissimo salone del centro andaluso: molto lussuoso e con tanti ballerini. Mi portò a salutare il direttore del salone, presentandomi a tradimento come una promessa del folklore e del tango! Io ero imbarazzatissimo e non me lo aspettavo. Il direttore mi prese e mi mise al centro del salone e mi disse di ripetere il passo che aveva fatto lui. Era una figura di Malambo. Io la feci senza problemi e questo rimase estasiato. Avevo imparato in poco tempo il passo più difficile dello spettacolo! Chiamò un assistente e gli disse di mettersi con me nell’altra sala e di passarmi tutte le coreografie dello spettacolo! In un’oretta imparai tutto e il direttore mi disse che il giorno dopo alle due del pomeriggio mi dovevo presentare al Teatro Astral per fare le prove dello spettacolo. Ero stato preso!!! Mi fecero il contratto per 2 mesi…rimasi una anno e mezzo!”

Teatro Astral – Corrientes 1639 – Venerdì 15 luglio 1966
Anita Postorino y Esteban Spagnolo
Cristina Rey y Oscar Benavidez
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Oscar e Ines – Parigi 4 aprile 1976
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Nella stagione estiva, da maggio a novembre del 1992, Oscar e due amici argentini, si sono esibiti ogni giovedì nel Villaggio Turistico di una località vicina a Dover.
Davanti a più di cinquecento persone ogni sera, entrava sul palco “Directly from Argentina” il trio “Los gauchos” composto da Oscar Benavidez, Luis Castagno e Raul Arrieta.
Boleadoras, malambo e tutto quanto fa folklore, sempre accompagnato dall’incalzante ritmo dei bombos. Nel video, dopo l’introduzione dei tre, uno scatenato malambo di Oscar. Parte in sordina…ma il finale è in crescendo!
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Raul Arrieta e Astor Piazzolla – Macerata 1986
Due amici mandano i saluti a Oscar (Chiappolini per loro)
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Nel 1994 Oscar Benavidez partecipa ancora una volta alla trasmissione televisiva di Rai 2, L’Italia in diretta, presentata e ideata da Alda D’Eusanio. Per l’occasione Oscar balla con Paola Pedrosi in collegamento esterno da Castrocaro, dove si trova l’inviato Gianfranco Agus. Le foto sono tratte dalle riprese televisive della trasmissione.
Oscar e Paola

Tango: una musica infinita
L’intervista di Gianfranco Agus

In collegamento con lo studio
dove si trova Alda D’Eusanio
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Dall’album dei ricordi di Oscar tre foto con dedica al caro amico: il cantante, attore, produttore Hugo del Carril, il cantande Jorge Sobral e il comico Juan Carlos Mareco.



Juan Carlos Mareco (Pinocho)
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Al teatro Astral la rappresentazione dello spettacolo di Mariano Mores (detto Bignaga) e Hugo del Carril (nella battuta fra artisti Jugo del cuadril) ”Buenas Noches Buenos Aires“. Grazie al successo le rappresentazioni seguirono per nove mesi e poi venne girato il film.

Teatro Astral – Buenos Aires – 1963
Due operai del teatro – Hugo del Carril con un bimbo in braccio -
un operaio di scena – Oscar Benavidez – Edgardo del Rio (El tata)
Mariano Mores – L’humorista Juan Verdaguer

Teatro Astral – Buenos Aires – 1963
Oscar Benavidez – Alberto Marcò – Palomo

Teatro Astral – Buenos Aires – 1963
In piedi: Eduardo Palazo – Robertito Tavella -
La guardia personale di hugo del Carril – Nelson Avila
Sotto: Ruben Alzueta – Oscar Benavidez – Rodolfo Zapata

Un momento dello spettacolo:
Oscar è sulla destra con le mani sui fianchi
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Teatro Astral de BsAs – 3 giugno 1966
Prove dell’apertura dello spettacolo di Copes Argentine Revue:
uno spettacolo che ha fatto il giro del mondo
Nella foto Oscar Benavidez suona la chitarra e canta la “Milonga triste”
Adolfo Gomez al bandoneon – Oscar Benavidez alla chitarra -
Estevan Spagnolo (Greco) – Maria Cristina Rey (sorella di Maria Nieves)
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Lunedì 8 febbraio 1971 – Mar del Plata – BsAs
Calle 1° junta 681 – Barrio Los troncos
Raquel, Oscar, El pichuco e una coppia di amici
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14 settembre 1971 – Embajada Americana
Maria Nieves con l’ambasciatore americano
Moglie dell’ambasciatore con Rodolfo Dinzel
Ines Iovene e Oscar Benavidez
In ginocchio a controllare gli allievi Juan Carlos Copes
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” A tredici anni, la mamma mi fece prendere il diploma di maestro di folklore e di tango (che non era ancora molto diffuso). Maestro di folklore e coreografia. Ho cominciato a insegnare in tre scuole primarie, cioè insegnavo il folklore ai bambini. Una volta alla settimana andavo in due club che avevano la peña, la scuola di folklore, e insegnavo pure li. Nel frattempo studiavo con una maestra che faceva altri balli: flamenco, malambo… Io ero il coccolato perchè ero il più bravo. Apprendevo in fretta e tutto mi riusciva bene. Tutte le mamme volevano che io ballassi con la loro figlia e questo era un orgoglio per i miei genitori. Un pò meno per me che dovevo ballare con tutte!”
” Un giorno, avevo appena compiuto 17 anni, la mamma mi disse di andare con la maestra in centro, in un locale dove lei si esibiva in uno spettacolo spagnolo. Dopo lo spettacolo, la maestra mi portò in un altro locale, la Querencia, dove, fra una portata e l’altra c’era uno spettacolo di folklore. Mi presentò al direttore dello spettacolo come una promessa del folklore, strappando per me un provino. Andai a fare il provino con una zia, la sorella di mio padre. Piacemmo e ci ritrovammo a fare lo spettacolo in mezzo ai giganti del folklore, ultra cinquantenni con tanta esperienza e sentimento. Io mi sentivo spaesato e intimorito. Alcuni di loro mi prendevano in giro perchè non avevo tanta esperienza. Invece il presentatore, un vecchio poeta e cantore di folklore mi disse che io sarei stato il “cadenero”, il cavallo che comanda il gruppo, quello che trascina gli altri.”

Compañia Infantil de Sara Rodas – Teatro Coliseo - Lomas de Zamora - 1954
Oscar è fra i bimbi dietro con il pañuelo lungo bianco

Lomas de Zamora – 1956
Sara Rodas y Oscar Benavidez in una zamba

Grupo La Cordillerana – Municipio de Lomas – 1961
Il primo gruppo folkloristico creato e diretto da Oscar
Lelia Tucci e Oscar Benavidez
Augustina Perez e Miguel Angel Correa

Grupo La Cordillerana – Buenos Aires – 1962
Oscar Benavidez e Hayde Perez
dietro Marta Balbi e Norberto Tucci

Grupo La Cordillerana – Buenos Aires – 1962
Miguel Angle Correa e Lelia Tucci
Hayde Perez e Oscar Benavidez
Norberto Tucci e Marta Balbi
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Ma qual è il migliore? La copia o l’originale?
Auditorium della Sala Comunale di Gemmano (RN) – 1993
Commemorazione al Che Guevara:
Oscar ha recitato e cantato le canzoni dedicate al Che


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Il Caño 14 è un mitico locale notturno: venne inaugurato nel 1964 da Atilio Stampone (il cugino di Hector) e nel giro di poco tempo diventò un tempio del tango. Era conosciuto da tutti anche perchè fra i soci c’erano l’ex calciatore del “Terceto de Oro” del ‘46 Rinaldo Martino e l’attore Pedro Aleandro. Negli anni settanta era un vero e proprio riferimento per gli amanti del genere, anche perchè il tango stava entrando un pò in crisi. Dopo una breve chiusura, nel decennio della dittatura, ora ha riaperto ed è punto di riferimento per molti turisti della capitale.

Caño 14
Oscar e Ines
4 aprile 1972
Nel corso degli anni ha visto passare sul suo palco le migliori formazioni e i più grandi artisti del tango. Uno dopo l’altro ci son passati tutti: tantissimi e applauditi anche i poeti più famosi. Ma forse proprio tutti tutti no: credo che Piazzolla non sia mai stato invitato; per lo meno durante la gestione di A. Stampone. E’ risaputo che fra i due non corressero buoni rapporti dopo l’esperienza di Stampone nell’Ottetto di Piazzolla (probabilmente sarà stato invitato nella seconda riapertura…a fine anni ottanta era un vero lusso poter ospitare Piazzolla!)
Era uno dei club notturni con l’arredamento più scarno, a metà strada tra una “cave esistenzialista” e l’odierno centro sociale. Comunque più frequentato per ascoltare e guardare che per ballare. Grazie ai nomi che ospitava, attirava anche la società “bene” che magari prima era stata nei teatri della vicina Avenida Corrientes, e verso l’alba passava al Caño 14 per ascoltare un Tango insieme ai porteñi. E questo capitava anche agli artisti: qualche cantante di fama (Susana Rinaldi, Roberto Goyeneche,…) magari prima si era esibito a pagamento in qualche teatro o club e poi passava di la, regalando un ultimo tango agli avventori.
In tutta questa frizzante euforia, in questo rutilar di nomi, per quattro lunghi anni Oscar ha lavorato nel locale, esibendosi con la compagnia di J.C. Copes, o in coppia con Ines, ogni sera accanto ai grandi del tango.
A testimonianza, alcune foto ricordo scattate nella sede estiva di Mar del Plata: a fine stagione, ogni anno, il locale si trasferiva in una località turistica per l’estate. Ogni estate cambiava la sede: capitò anche che si trasferisse all’estero, come nel 1970, anno in cui fu in Punta dell’Este in Uruguay.

Cachito Ben Ben – Anibal Troilo – Oscar Benavidez

Cacho Ramos – Hugo Jordan – Roberto Goyeneche “disseta” Oscar Benavidez

Hugo Jordan – su amigo – Oscar Benavidez – Hector (Chupita) Stampone – Cacho Ramos (cachito Ben Ben)

Oscar con la sigaretta – Jorge Maciel in smoking – Lito Scarso in basso – 5 camerieri del locale

in prima fila: Un cantante ??? - Hugo Jordan – R. Goyeneche – Willie Fernandez – Oscar Benavidez – Cachito Ben Ben
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Sin da piccino Oscar ha sempre avuto un affetto e una simpatia incredibile per i cani. Quasi sempre nella sua vita è stato accompagnato da un canetto. Ecco alcuni dei più fedeli compagni!

La nonna Rosa Salerno di Montegiordano di Cosenza, partita dalla Calabria con i suoi 14 figli!
Una di questi era la mamma di Oscar
In braccio Oscar e il suo primo compagno di giochi Terry.

Rodolfo il tanguero

Il piccolo grande Boris

Astor “il figlio di Oscar”
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New York – Latin Quarter – 1964
Oscar Benavidez – Beto - Il padre e di Victor Ayos con il figlio - Ruben Azuleta -Nelson Avila
5 luglio 1964
Latin Quarter di New York – dietro alle quinte
Oscar è in cima alle scale con la chitarra.
Sotto vestiti da scozzesi Ruben, Nelson e Beto.
Davanti, vestiti da gauchos due scozzesi Marc e Bobby
Questa è una foto scherzosa scattata dopo lo show. Oscar e i suoi compagni si sono scambiati gli abiti di scena con un gruppo di scozzesi che suonava imitando i Beatles nello stesso show! E, ovviamente, gli scozzesi si son vestiti da gauchos! Dietro alla foto, usata come una lettera, Oscar scrive ai genitori spiegando questa cosa e invita i compagni Nelson, Beto, Ruben e due degli scozzesi presenti nella foto, a fare altrettanto e a salutare i suoi genitori: un retro foto molto ricco!!!
Scrivono testualmente:
“Querido papi Alcides, querida mamita Santina, como ustedes pueden apreciar en la presente foto que les invio, nos encontramos debuto del Latin Quarter donde fue tomada la misma con estos modelitos exclusivo que hicimos tan monamente [
da brave donnine di casa si son cuciti i vestiti!]. La vestimenta es de un conjunto Escoces, que trabaja ahora con nosotros; los quales dos de ellos aparecen en la presente vestido de gauchos (son 5 que se peinan igual a los Beatles, nuestro peinado de esa forma es por esa razon: ellos como nosotros y nosotros como ellos. – Oscar“
“Querida s.ra Santina aunque en la presente foto vestimos graciosas polleras, pueden usted y su esposo estar bien seguros que dejamos muy bien sentado a la vista de los gringos, que el gaucho es bien macho. Un cariñoso beso. – Beto“
“Estimado S.r Alcides y S.ra Santina, en la presente tenemos pinta de “maricas”, pero bien peinado, somos lindos pibes. Con un hasta pronto me despido de Uds, con un sin fin de besos, con el mismo cariño que lo daria con mis padres, reciban Uds mis recuerdos. Bye bye. – Ruben“
“Querida S.ra Santina, no voy a caer en la redundancia de querer sabes como esta, que ya lo se por la carta que Ud le invia a la “hija la gorda”(Oscar era il gordito, ma in questo caso al femminile
), sin mai esperando que esta sea de su agrado. Me despido con un beso, para ud y su esposo. Y un hasta a la proxima. Chau.- Nelson“
Seguono le firme dei due scozzesi: “To Santina. Bobby S.” e Oscar aggiunge “dedicatoria de rubio de la foto para voz mama, toca la guitara“. E anche “To Santina all my best wishes. Marc” a cui Oscar aggiunge “Esta es del gordito que toca la bateria“.
Que rico! Certo che si divertivano anche questi ragazzi!
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L’asado è un piatto tipico argentino e uruguayano fatto con carne di manzo cotta alla brace. Per la preparazione può essere utilizzata la pancia che una volta cotta alla griglia risulta molto saporita.
Quello che preferisco è quello cotto alla croce da Oscar: il pezzo resta “appeso” a una croce messa vicino al fuoco e pian piano (circa sei ore) si cuoce, mentre il grasso si scioglie e cola sulla brace. Mmmmm! Che delizia!

C’è chi prepara l’agnello in questo modo e chi aggiunge le interiora (entrañas o achuras), le salcicce (chorizos) e le salciccie nere di sangue (morcillas), però cotte alla griglia. Tipico condimento dell’asado è il chimichurri, miscela di spezie fresche con olio, aceto e limone che si applica a fine cottura. Ogni asador è assai geloso della sua ricetta di chimichurri.
Visto il tempo che serve per la lenta cottura della carne, l’asado è un’ottima occasione di socializzazione. Quante chiacchere con un buon bicchiere di vino rosso in mano si possono fare davanti al fuoco di cottura!
E Oscar è maestro anche di questo!

Oscar intento a preparare un asaso in costume da gaucho
Sin da quando era piccolo, ha sempre seguito i suoi parenti in questa “attività” sociale e ricreativa: un autentico momento di condivisione.

Asado in famiglia: i parenti (Friuli e Calabria) di Oscar posano durante la preparazione di un asado nel 1952
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