Oscar Benavidez e Laura Francia
3 ott.Godo di Russi – Ra
Concerto con M° Silvio Zalambani
y Gruppo Candombe in BUENOS AIRES e ritorno…solo tango a la cumbre.
L’estate se n’è andata. Riprende il solito tran tran dei corsi invernali. Chi ancora non ha deciso di iniziare a ballare il tango, farebbe bene a pensarci!
Intanto, come ricordo, abbiamo alcune delle bellissime foto scattate da Paolo Brasca e Ivan Martelli a Potenza Picena e dal Photo Center alla Villa Malagola di Russi. Vediamo ritratti Oscar Benavidez e Laura Francia in queste tappe della tournè estiva.
Buona visione!!!
Oscar Benavidez è un grande tanguero e nella vita ha avuto diverse passioni oltre al tango. Fra queste, sicuramente spicca la passione per la poesia e per le donne.
E allora ecco una poesia dedicata a tutte le donne. Oltre al testo, in fondo, trovate anche il link per poterla ascoltare recitata da Oscar in italiano.
DONNA
Sei donna.
Le note si intrecciano nei tuoi capelli
come cercando il filo di un pentagramma.
Il preludio descrive belle melodie
come il tuo andare di ruscello.
Questa musica trasporta la tua snella figura
verso il buio della notte piena di ricordi.
Il tuo sguardo,
il tuo sguardo ha una dolcezza senza fine
come lo splendore del sole e della luna
Sei donna,
fiore nato nel cuore della terra;
donna,
petalo fragile come la propria vita;
donna,
finestra aperta all’amore e alla poesia,
pezzo di cielo
dove riposa l’andare dell’uomo,
del bambino.
Palpitante ventre d’amore
e di speranza
di fede
di nostalgia
di sogno e ansia;
perduto per sempre.
Donna
e tutto sta detto quando si dice,
quando si dice,
soltanto donna
SONETO XV Desde hace mucho tiempo la tierra te conoce:
eres compacta como el pan o la madera,
eres cuerpo, racimo de segura sustancia,
tienes peso de acacia, de legumbre dorada.
Sé que existes no sólo porque tus ojos vuelan
y dan luz a las cosas como ventana abierta,
sino porque de barro te hicieron y cocieron
en Chillán, en un horno de adobe estupefacto.
Los seres se derraman como aire o agua o frío
y vagos son, se borran al contacto del tiempo,
como si antes de muertos fueran desmenuzados.
Tú caerás conmigo como piedra en la tumba
y así por nuestro amor que no fue consumido
continuará viviendo con nosotros la tierra.
Pablo Neruda (1959)
Da molto tempo la terra ti conosce:
sei compatta come il pane o come il legno,
sei corpo, grappolo di sicura sostanza,
hai peso d’acacia, di legume dorato.
So che esisti non solo perché i tuoi occhi volano
e danno luce alle cose come finestra aperta,
ma perché di fango ti fecero e t’hanno cotta
a Chillan, in un forno di mattoni stupefatto.
Gli esseri si spargono come aria o acqua o freddo
e son vaghi, si cancellano a contatto del tempo,
come se prima che morti fossero sminuzzati.
Tu cadrai con me come pietra nella tomba,
così per il nostro amore che non fu consumato
continuerà a vivere con noi sulla terra.
QUIOscar Benavidez recita il sonetto di Neruda, dedicandolo all’amico Ricardo Roma. E’ una registrazione fatta con i mezzi del tempo, nel 1979.
Accompagnano la voce di Oscar le note di un bellissimo “Tango apasionado” di A. Piazzolla
Posti incantevoli con panorami mozzafiato del Monteconero, tanta bella gente simpatica e vogliosa di star bene in compagnia, qualche imprevisto superato, e un mare di relax.
Mare, piscina o passeggiate al mattino; tante ore di lezione al pomeriggio; simpatiche cene in compagnia, con risate e scambi di opinioni; milonga e lezioni di folklore di sera; chiacchiere e bagni in piscina dopo la milonga ….
Che volere di più?
L’angolo di paradiso: il panorama nel bosco
Charlando de tango di fronte al mare
Un momento di relax
Posa de tango davanti alla chiesa: Oscar e Chiara
A lezione di Candombe con Oscar
A presto altre foto. Grazie a tutti per la bellissima esperienza! Siete stati meraviglosi compagni d’avventura!
Per chi non dovesse conoscere questo prodigioso sexteto, possiamo dire che più o meno alla fine degli anni sessanta, l’orchestra di Osvaldo Pugliese, incontrò qualche problema per via della salute del suo direttore e pianista. Così alcuni dei musicisti della formazione, i più “anziani” del gruppo, decisero di formare una orchestra tutta loro, raccogliendo l’idea dello stesso Pugliese, di ridurre un pò la formazione, creando un sexteto di Decariana maniera: nacque così il Sexteto Tango. Durante i primi tempi, per qualche mesetto, tennero i piedi su due staffe, per poi separarsi “consensualmente”, in forma definitiva, da Pugliese.
Come pianista si propose Julian Plaza che sapeva suonare sia il piano sia il bandoneon. Come violini passarono Oscar Herrero e Emilio Balcarce; come contrabbasso passò Alcide Rossi; come bandoneon passarono Osvaldo Ruggiero e Victor Lavallén; il cantante all’inizio fu Jorge Maciel. La nuova formazione debuttò nell’ottobre del 1968 nel mitico locale “Caño 14“.
Numerose le tournè, i concerti nei più importanti e famosi teatri del mondo, dal Colon di BsAs al Giappone…
Uno stile inconfondibile grazie agli arrangiamenti originali: basti pensare ai nomi, fra cui Ruggiero, Plaza, Lavallén e Balcarce, tutti grandi arrangiatori e compositori!!!!
Nella foto , scattata in Uruguay a Punta del Este nel 1970, molti dei componenti del Sexteto Tango, in compagnia di amici e altri artisti (e che artisti!) sono a godersi un bel bagno di sole!
Accucciato a sinistra Nestor Marconi (allora il bandoneonista del Sexteto di Francini); i cinque per terra da sinistra sono Victor Lavallen del Sexteto Tango; Enrique Mario Francini violinista e direttore dell’omonimo sexteto; Oscar Benavidez, allora ballerino al Caño14 e mascotte del Sexteto (tutti avevano una figlia da fargli sposare! ; Emilio Balcarce, violinista del Sexteto; Cesar, il cassiere del locale…non a caso in vacanza insieme a quelli del Sexteto!!!
Un pò in disparte, ma sempre seduto un pensoso Atilio Stampone. In piedi da sinistra, Julian Plaza, Alcide Rossi e Jorge Maciel del Sexteto, e il cantante di Francini, Antonio Maida.
A scattare la foto? Oscar Herrero del Sexteto,… ma per questo dobbiamo fidarci di ciò che dice Oscar!!!
Altra spiaggia sempre a Punta del Este e sempre nello stesso anno. In ordine: Nestor Marconi, Oscar Benavidez e Jorge Maciel.
QUIin questo video, gli amici di Oscar al giorno d’oggi!!!
Alcides Chiappolini (il papà di Oscar) con l’amico Fernando Ochoa
Viviana Mensi e Oscar Benavidez con una amica
Anno 1967 nel locale
“El Rancho de Fernando Ochoa”, nel porteño barrio de San Cristóbal;
sul muro c’era scritto a grandi lettere
“El arte de la amistad honra a quien lo recibe y a quien lo da”.
Fernando Ochoa fu attore, autore, poeta e gran tradizionalista. La sua casa, a pochi passi dal centro di BsAs, pareva il ranch di un vero gaucho della pampa!
Ideò e interpretò grandi personaggi popolari, come La Mechuda o Don Bildigerno. Ochoa nacque a La Plata e a vent’anni si trasferì nella capitale in cerca di fortuna. Conobbe e lavorò con i grandi del teatro Claudio Martínez Payva, Alberto Vacarezza, Atilio Supparo e molti altri. Ma conobbe anche i grandi della radio e del cinema, lavorando in entrambi i settori. Creò una sua compagnia e con questa girò per molti paesi di lingua ispanica, Spagna inclusa.
Negli anni sessanta, aprì con l’amico Miguel Koury il locale “El Rancho de Fernando Ochoa“, dove molti artisti, personaggi della cultura e della scienza si incontravano in rilassata amicizia tomando mate y tinto.
Oscar e suo papà, grande amico di Ochoa, erano di casa.
21 marzo 1967 – Miami Hotel di Teheran – Iran
Tournè Juan Carlos Copes Revue Anita Postorino – Ida Wol – il cantante Hugo Jordan
Oscar Benavidez – “Pulgarcito” Postorino -
Viviana melzi e di spalle Esteban Greco
Evert Taubeè stato un cantante, autore, poeta nato in Svezia nel 1890. Instancabile giramondo, venne a contatto con la cultura argentina, soggiornando in provincia di Buenos Aires (in 25 de Mayo) per ben sei anni, dal 1910 al 1915. Benchè la leggenda popolare del suo paese natale, lo volesse impegnato in questi anni come gaucho, in realtà era a capo di un progetto per la costruzione di canali anti-allagamento nella Pampa. Però rientrando in Svezia portò con se molta Argentina, e non si dimenticò nemmeno del Tango! Si! Fu proprio lui uno dei primi a portare il tango in Svezia negli anni 20. Ed è probabilmente in seguito alle sue composizioni che il tango svedese ha subito una sorta di “deviazione” europea…
Il suo popolo lo amava molto, conferendogli riconoscimenti di ogni genere. Era considerato l’artista folkloristico più completo e genuino, tanto che, anche da anziano, ogni anno, i suoi fans gli chiedevano di risalire sul palco, almeno in estate. Era sempre accompagnato da diversi musicisti, fisarmonica, chitarra, basso, fiati, e soprattutto da un formidabile coro. QUIun filmato di una di queste manifestazioni nel 1966.
E questo accadde anche nel 1967, alla veneranda età 77 anni! In quell’anno, nel periodo in cui Evert Taube stava organizzando la sua festa annuale, si esibiva a Stoccolma anche El J.C. Copes Argentine Revue, in un famoso ristorante del centro.
Saputolo, una sera anche Taube andò allo spettacolo per scegliere una delle coppie che lo avrebbe accompagnato nel suo spettacolo estivo al Gröna Lund. Una pareja de tango sarebbe stata con lui sul palco! E così fu! Del gruppo di Copes scelse proprio Oscar Benavidez e una ballerina inglese.
Oscar in costume da gaucho, prima di una esibizione con Taube
Il tango sarebbe stato uno di quelli composti dallo stesso Taube, simile a quello che vediamo nel filmato qui sotto, girato sempre nel Gröna Lund, ma l’anno prima.
La città di Stoccolma fu tapezzata di manifesti con l’immagine di Evert Taube a cavallo e sotto, scritto in grande campeggiava la scritta: “Y desde la Pampa Raul Chiappolini” (il vero nome di Oscar).
Per l’occasione Oscar ballò il tango vestito da gaucho con tanto di bombacha, camisa, corralera, botas de cola, sombrero y faja alla Rodolfo Valentino. E per completare il quadro, anche la ballerina aveva un vestito lungo e bianco, con frappe e pois neri, proprio alla spagnola! Come facessero a ballare non si sa, ma quella era l’immagine del tango in Svezia!
Svezia -Stoccolma -Gröna Lund – 17 luglio 1967
Sul palco a fine esibizione, Evert Taube saluta Oscar.
Notare l’abito della ballerina sulla destra!
Dice Oscar: “Alla fine di ogni spettacolo, Evert mi prendeva per la mano e, prima in svedese e poi in spagnolo, alzandomela, gridava <<Ecco questo è argentino, carne argentina, la pampa argentina, un vero professionista tradizionale!!>>; e giù appalusi. Mi spiace perchè avevo anche i filmini di quel periodo: uno degli amici della compagnia mi seguiva e riprendeva e poi, in fretta e furia, ci riaccompagnava al ristorante per l’esibizione con Copes! Tutto, anche altre foto sono andate perse in un allagamento in argentina!”
Si vede che i canali di Evert non hanno funzionato a dovere!
Michelangelo è un locale di Buenos Aires, ma non un locale qualsiasi. Viene sopprannominato la “cattedrale del tango“. Nel 1967 un gruppo di amici decide di trasformare un vecchio magazzino di deposito in una casa di spettacoli, secondo l’uso dell’epoca. Grazie ai nomi che passano sul suo palco, come D’Arienzo, Osvaldo Piro, El Polaco Goyeneche, Osvaldo Pugliese, Astor Piazzolla, ecc…diventa molto presto il tempio della noche porteña. Ma non c’era solo tango. Passarono da li anche grandi nomi del Cabaret come Liza Minnelli o Robert Duvall o comici come Olmedo o Marrone.
Nel 1969 Astor Piazzolla, nel disco Adios Nonino che contiene l’omonimo brano dedicato al padre, inserisce anche il brano “Michelangelo 70” proprio dedicato al locale.
Resta aperto per quasi trent’anni filati e dopo una piccola pausa viene riaperto ed è tutt’oggi il tempio del tango for tourist di Buenos Aires. Maggiori informazioni si trovano sul SITOdel locale.
Nel 1971, quando l’orchestra che suonava nel locale era quella di Osvaldo Pugliese, Oscar si esibiva con Ines sul palco del Michelangelo. Con lui c’erano Estella Raval, Jaime Torres, El Trio Noi, Locati e tanti altri.
Oscar Benavidez e Ines Iovine
di spalle il bandoneonista Julio Pane
Ogni anno, a fine stagione, tutti gli artisti, gli organizzatori, i manager del Caño 14 si riunivano per festeggiare i successi delle serate, con un asado. Anche l’8 febbraio del 1971 si ritrovarono tutti nel Barrio de los Troncos in Mar del Plata. E c’erano proprio tutti!
Oscar è in piedi a metà foto circa; alcuni presenti:
J. Colangelo – Maure – Cacho Ben ben – E. Balcarce – J. Plaza
H. Stampone – G. Maciel – A. Maida – O. Ruggero – Rodillas – H. Jordan
Rego – J.C. Rossi – Marafioti (Hijo) – Lito Scarso – V. Lavallen
A. Stampone – A. Troilo (nella fila di mezzo) - J. C. Copes (a torso nudo)….
Racconta Oscar che, mentre stavano cuocendo l’asado, durante l’aperitivo, nel giardino della villa, improvvisarono una partita di calcetto. Poco distante dal campo improvvisato, stava chiacchierando Troilo con un bicchiere in una mano e il sigaro nell’altra. A un certo punto una palla lanciata troppo lontana, cadde ai piedi del pichuco che gridò: “Mia pibe!!!”. Alzò la gamba con tutta la forza che aveva per calciare la palla … ma la mancò… Tutta l’energia che aveva messo ebbe il solo effetto di estirpare un pò di erba sul prato, e soprattutto di vederlo piombare con il sedere per terra!
I presenti erano tutti preoccupati, ma visto che lui rideva come non mai, corsero per aiutarlo a tirarsi in piedi, fra le risate generali.
Il Gordo era un tipo molto scherzoso: ogni volta che arrivava al Caño 14 per suonare, riposato e sobrio, diceva sempre: “Hoy toco dos notas y mato“. A fine serata, dopo la seconda entrata e dopo aver suonato vari tanghi, se non era soddisfatto, ripensandoci sopra diceva ” Hoy no MATO una mosca!”
Il tango nella famiglia Chiappolini l’ha sempre fatta da padrone!
Al matrimonio della zia Delia Chiappolini con Victor Otero, più o meno nel 1953, la sposa festeggia con una ronda di tango. Immortalata dal fotografo mentre balla con uno degli invitati, l’amico Hector Espindola.
Nel 1968 Oscar è in tournè con Copes in tutto il centroamerica. A suonare nell’orchestra che accompagna lo spettacolo, un grande bandoneonista: Nestor Marconi.
Ovviamente i musicisti e i ballerini passavano i loro pomeriggi all’aria aperta, tra un bagno e una partita di pallone in spiaggia tutti insieme.
Nestor Marconi – Hugo Jordan con la palla
Oscar benavidez e dietro Ruben Alzueta
Queste foto sono state fatte in una spiaggia di Puerto Rico, il pomeriggio del 19 ottobre 1968. La seconda qui sotto è autografata dallo stesso Marconi: infatti nel 2002, Oscar era a Buenos Aires e saputo che Marconi era a fare le prove al Teatro Cervantes, lo è andato a trovare per ricordare i tempi andati.
Felicissimo Marconi ha passato una piacevole serata e gli ha autografato la foto scrivendo “Gracias por el recuerdo“.
Puerto Rico – 19 ottobre 1968
Nestor Marconi e Oscar Benavidez
“Quando lavoravo alla Querencia, avevo un amico che avrebbe voluto fare il folklore e gli spettacoli come me. Lui lavorava in un ristorante e poi, finito il turno, passava dove lavoravo e gli insegnavo qualcosa. Un giorno venne da me, dicendomi che lo avevano chiamato per fare un provino per uno spettacolo in teatro con un grande coreografo del momento: Victor Ayos. Mi chiese di accompagnarlo, anche solo per fargli compagnia e coraggio. Accettai anche se con poca voglia.
Il giorno dopo entrammo in questo bellissimo salone del centro andaluso: molto lussuoso e con tanti ballerini. Mi portò a salutare il direttore del salone, presentandomi a tradimento come una promessa del folklore e del tango! Io ero imbarazzatissimo e non me lo aspettavo. Il direttore mi prese e mi mise al centro del salone e mi disse di ripetere il passo che aveva fatto lui. Era una figura di Malambo. Io la feci senza problemi e questo rimase estasiato. Avevo imparato in poco tempo il passo più difficile dello spettacolo! Chiamò un assistente e gli disse di mettersi con me nell’altra sala e di passarmi tutte le coreografie dello spettacolo! In un’oretta imparai tutto e il direttore mi disse che il giorno dopo alle due del pomeriggio mi dovevo presentare al Teatro Astral per fare le prove dello spettacolo. Ero stato preso!!! Mi fecero il contratto per 2 mesi…rimasi una anno e mezzo!”
Teatro Astral – Corrientes 1639 – Venerdì 15 luglio 1966
Anita Postorino y Esteban Spagnolo
Cristina Rey y Oscar Benavidez
Nel 1994 Oscar Benavidez partecipa ancora una volta alla trasmissione televisiva di Rai 2, L’Italia in diretta, presentata e ideata da Alda D’Eusanio. Per l’occasione Oscar balla con Paola Pedrosi in collegamento esterno da Castrocaro, dove si trova l’inviato Gianfranco Agus. Le foto sono tratte dalle riprese televisive della trasmissione.
Oscar e Paola
Tango: una musica infinita
L’intervista di Gianfranco Agus
In collegamento con lo studio
dove si trova Alda D’Eusanio
Dall’album dei ricordi di Oscar tre foto con dedica al caro amico: il cantante, attore, produttore Hugo del Carril, il cantande Jorge Sobral e il comico Juan Carlos Mareco.
Rimini – Teatro Novelli giugno 2007 – Saggio di danza della scuola Anca Ardelean
Il maestro Oscar Benavidez e l’allieva Chiara Lucchi
ballano Chique accompagnati dal bandoneon di Roberto de Rosa
”Grazie Oscar…mi hai regalato una emozione indimenticabile! Chiara”
Al teatro Astral la rappresentazione dello spettacolo di Mariano Mores (detto Bignaga) e Hugo del Carril (nella battuta fra artisti Jugo del cuadril) ”Buenas Noches Buenos Aires“. Grazie al successo le rappresentazioni seguirono per nove mesi e poi venne girato il film.
Teatro Astral – Buenos Aires – 1963
Due operai del teatro – Hugo del Carril con un bimbo in braccio -
un operaio di scena – Oscar Benavidez – Edgardo del Rio (El tata)
Mariano Mores – L’humorista Juan Verdaguer
Teatro Astral – Buenos Aires – 1963
Oscar Benavidez – Alberto Marcò – Palomo
Teatro Astral – Buenos Aires – 1963
In piedi: Eduardo Palazo – Robertito Tavella -
La guardia personale di hugo del Carril – Nelson Avila
Sotto: Ruben Alzueta – Oscar Benavidez – Rodolfo Zapata
Un momento dello spettacolo:
Oscar è sulla destra con le mani sui fianchi
14 settembre 1971 – Embajada Americana Maria Nieves con l’ambasciatore americano
Moglie dell’ambasciatore con Rodolfo Dinzel
Ines Iovene e Oscar Benavidez
In ginocchio a controllare gli allievi Juan Carlos Copes
” A tredici anni, la mamma mi fece prendere il diploma di maestro di folklore e di tango (che non era ancora molto diffuso). Maestro di folklore e coreografia. Ho cominciato a insegnare in tre scuole primarie, cioè insegnavo il folklore ai bambini. Una volta alla settimana andavo in due club che avevano la peña, la scuola di folklore, e insegnavo pure li. Nel frattempo studiavo con una maestra che faceva altri balli: flamenco, malambo… Io ero il coccolato perchè ero il più bravo. Apprendevo in fretta e tutto mi riusciva bene. Tutte le mamme volevano che io ballassi con la loro figlia e questo era un orgoglio per i miei genitori. Un pò meno per me che dovevo ballare con tutte!”
” Un giorno, avevo appena compiuto 17 anni, la mamma mi disse di andare con la maestra in centro, in un locale dove lei si esibiva in uno spettacolo spagnolo. Dopo lo spettacolo, la maestra mi portò in un altro locale, la Querencia, dove, fra una portata e l’altra c’era uno spettacolo di folklore. Mi presentò al direttore dello spettacolo come una promessa del folklore, strappando per me un provino. Andai a fare il provino con una zia, la sorella di mio padre. Piacemmo e ci ritrovammo a fare lo spettacolo in mezzo ai giganti del folklore, ultra cinquantenni con tanta esperienza e sentimento. Io mi sentivo spaesato e intimorito. Alcuni di loro mi prendevano in giro perchè non avevo tanta esperienza. Invece il presentatore, un vecchio poeta e cantore di folklore mi disse che io sarei stato il “cadenero”, il cavallo che comanda il gruppo, quello che trascina gli altri.”
Compañia Infantil de Sara Rodas – Teatro Coliseo - Lomas de Zamora - 1954
Oscar è fra i bimbi dietro con il pañuelo lungo bianco
Lomas de Zamora – 1956
Sara Rodas y Oscar Benavidez in una zamba
Grupo La Cordillerana – Municipio de Lomas – 1961
Il primo gruppo folkloristico creato e diretto da Oscar
Il Caño 14 è un mitico locale notturno: venne inaugurato nel 1964 da Atilio Stampone (il cugino di Hector) e nel giro di poco tempo diventò un tempio del tango. Era conosciuto da tutti anche perchè fra i soci c’erano l’ex calciatore del “Terceto de Oro” del ‘46 Rinaldo Martinoe l’attore Pedro Aleandro. Negli anni settanta era un vero e proprio riferimento per gli amanti del genere, anche perchè il tango stava entrando un pò in crisi. Dopo una breve chiusura, nel decennio della dittatura, ora ha riaperto ed è punto di riferimento per molti turisti della capitale.
Caño 14
Oscar e Ines
4 aprile 1972
Nel corso degli anni ha visto passare sul suo palco le migliori formazioni e i più grandi artisti del tango. Uno dopo l’altro ci son passati tutti: tantissimi e applauditi anche i poeti più famosi. Ma forse proprio tutti tutti no: credo che Piazzolla non sia mai stato invitato; per lo meno durante la gestione di A. Stampone. E’ risaputo che fra i due non corressero buoni rapporti dopo l’esperienza di Stampone nell’Ottetto di Piazzolla (probabilmente sarà stato invitato nella seconda riapertura…a fine anni ottanta era un vero lusso poter ospitare Piazzolla!)
Era uno dei club notturni con l’arredamento più scarno, a metà strada tra una “cave esistenzialista” e l’odierno centro sociale. Comunque più frequentato per ascoltare e guardare che per ballare. Grazie ai nomi che ospitava, attirava anche la società “bene” che magari prima era stata nei teatri della vicina Avenida Corrientes, e verso l’alba passava al Caño 14 per ascoltare un Tango insieme ai porteñi. E questo capitava anche agli artisti: qualche cantante di fama (Susana Rinaldi, Roberto Goyeneche,…) magari prima si era esibito a pagamento in qualche teatro o club e poi passava di la, regalando un ultimo tango agli avventori.
In tutta questa frizzante euforia, in questo rutilar di nomi, per quattro lunghi anni Oscar ha lavorato nel locale, esibendosi con la compagnia di J.C. Copes, o in coppia con Ines, ogni sera accanto ai grandi del tango.
A testimonianza, alcune foto ricordo scattate nella sede estiva di Mar del Plata: a fine stagione, ogni anno, il locale si trasferiva in una località turistica per l’estate. Ogni estate cambiava la sede: capitò anche che si trasferisse all’estero, come nel 1970, anno in cui fu in Punta dell’Este in Uruguay.
Cachito Ben Ben – Anibal Troilo – Oscar Benavidez
Cacho Ramos – Hugo Jordan – Roberto Goyeneche “disseta” Oscar Benavidez
Hugo Jordan – su amigo – Oscar Benavidez – Hector (Chupita) Stampone – Cacho Ramos (cachito Ben Ben)
Oscar con la sigaretta – Jorge Maciel in smoking – Lito Scarso in basso – 5 camerieri del locale
in prima fila: Un cantante ??? - Hugo Jordan – R. Goyeneche – Willie Fernandez – Oscar Benavidez – Cachito Ben Ben
Sin da piccino Oscar ha sempre avuto un affetto e una simpatia incredibile per i cani. Quasi sempre nella sua vita è stato accompagnato da un canetto. Ecco alcuni dei più fedeli compagni!
La nonna Rosa Salerno di Montegiordano di Cosenza, partita dalla Calabria con i suoi 14 figli!
Una di questi era la mamma di Oscar
In braccio Oscar e il suo primo compagno di giochi Terry.
New York – Latin Quarter – 1964
Oscar Benavidez – Beto - Il padre e di Victor Ayos con il figlio - Ruben Azuleta -Nelson Avila
5 luglio 1964
Latin Quarter di New York – dietro alle quinte
Oscar è in cima alle scale con la chitarra.
Sotto vestiti da scozzesi Ruben, Nelson e Beto.
Davanti, vestiti da gauchos due scozzesi Marc e Bobby
Questa è una foto scherzosa scattata dopo lo show. Oscar e i suoi compagni si sono scambiati gli abiti di scena con un gruppo di scozzesi che suonava imitando i Beatles nello stesso show! E, ovviamente, gli scozzesi si son vestiti da gauchos! Dietro alla foto, usata come una lettera, Oscar scrive ai genitori spiegando questa cosa e invita i compagni Nelson, Beto, Ruben e due degli scozzesi presenti nella foto, a fare altrettanto e a salutare i suoi genitori: un retro foto molto ricco!!!
Scrivono testualmente:
“Querido papi Alcides, querida mamita Santina, como ustedes pueden apreciar en la presente foto que les invio, nos encontramos debuto del Latin Quarter donde fue tomada la misma con estos modelitos exclusivo que hicimos tan monamente [ da brave donnine di casa si son cuciti i vestiti!]. La vestimenta es de un conjunto Escoces, que trabaja ahora con nosotros; los quales dos de ellos aparecen en la presente vestido de gauchos (son 5 que se peinan igual a los Beatles, nuestro peinado de esa forma es por esa razon: ellos como nosotros y nosotros como ellos. – Oscar“
“Querida s.ra Santina aunque en la presente foto vestimos graciosas polleras, pueden usted y su esposo estar bien seguros que dejamos muy bien sentado a la vista de los gringos, que el gaucho es bien macho. Un cariñoso beso. – Beto“
“Estimado S.r Alcides y S.ra Santina, en la presente tenemos pinta de “maricas”, pero bien peinado, somos lindos pibes. Con un hasta pronto me despido de Uds, con un sin fin de besos, con el mismo cariño que lo daria con mis padres, reciban Uds mis recuerdos. Bye bye. – Ruben“
“Querida S.ra Santina, no voy a caer en la redundancia de querer sabes como esta, que ya lo se por la carta que Ud le invia a la “hija la gorda”(Oscar era il gordito, ma in questo caso al femminile ), sin mai esperando que esta sea de su agrado. Me despido con un beso, para ud y su esposo. Y un hasta a la proxima. Chau.- Nelson“
Seguono le firme dei due scozzesi: “To Santina. Bobby S.” e Oscar aggiunge “dedicatoria de rubio de la foto para voz mama, toca la guitara“. E anche “To Santina all my best wishes. Marc” a cui Oscar aggiunge “Esta es del gordito que toca la bateria“.
Que rico! Certo che si divertivano anche questi ragazzi!
L’asado è un piatto tipico argentino e uruguayano fatto con carne di manzo cotta alla brace. Per la preparazione può essere utilizzata la pancia che una volta cotta alla griglia risulta molto saporita.
Quello che preferisco è quello cotto alla croce da Oscar: il pezzo resta “appeso” a una croce messa vicino al fuoco e pian piano (circa sei ore) si cuoce, mentre il grasso si scioglie e cola sulla brace. Mmmmm! Che delizia!
C’è chi prepara l’agnello in questo modo e chi aggiunge le interiora (entrañas o achuras), le salcicce (chorizos) e le salciccie nere di sangue (morcillas), però cotte alla griglia. Tipico condimento dell’asado è il chimichurri, miscela di spezie fresche con olio, aceto e limone che si applica a fine cottura. Ogni asador è assai geloso della sua ricetta di chimichurri.
Visto il tempo che serve per la lenta cottura della carne, l’asado è un’ottima occasione di socializzazione. Quante chiacchere con un buon bicchiere di vino rosso in mano si possono fare davanti al fuoco di cottura!
E Oscar è maestro anche di questo!
Oscar intento a preparare un asaso in costume da gaucho
Sin da quando era piccolo, ha sempre seguito i suoi parenti in questa “attività” sociale e ricreativa: un autentico momento di condivisione.
Asado in famiglia: i parenti (Friuli e Calabria) di Oscar posano durante la preparazione di un asado nel 1952
Nel 1931 Carlos Gardel con Sofia Bozan recitano nel Film di Adelqui Migliar “Las luces de Buenos Aires“. Nel 1969, il Teatro Municipale Presidente Alvear di Buenos Aires, propone lo spettacolo “Luces de Buenos Aires“ parafrasando il titolo del noto film. A fianco degli attori e cantanti, balla, canta e recita anche Oscar Benavidez.
Dietro Susana Campos – Davanti Mariquita Gallegos e Oscar Benavidez
Anita Postorino – Oscar Benavidez – Cristina Rey – Juan Carlos Copes
Mariquita Gallegos e Oscar Benavidez
Juan Carlos Copes e Maria Nieves in un momento dello spettacolo
attorniati dai ballerini: Oscar è davanti a sinistra di Copes
C’è un tango che di solito sentiamo suonato e cantato dagli Angel del tango, D’Agostino e Vargas, che parla del tango che fu, che era molto migliore rispetto al tango di oggi, che era tutta un’altra cosa. E’ il tango ”Asi era el tango” di Guichandut e Montoni, ma la particolarità è che bisogna tener presente che è stato scritto negli anni trenta!!!
Quella qui sotto è una foto di Oscar, trovata per caso una mattina nella borsa di sua madre, borsa che tiene come una reliquia da quando la madre non c’è più. Dietro alla foto solo una data 12 novembre 1932!
Proprio gli anni in cui è stato scritto il tango di cui parliamo! La qualità è quella che è, ma data l’età non è niente male. Si vedono alcune coppie: la mamma di Oscar (Santina Tucci) è in primo piano e balla con un amico. Ballano il tango in un tranquillo sabato pomeriggio di primavera; Oscar racconta che i tangueros erano soliti andare con gli amici a fare una scampagnata e poi magari improvvisavano un ballo dopo pranzo. In questo caso il 12 novembre del 1932, era un sabato di primavera e la mamma di Oscar, con alcuni amici di Buenos Aires avevano fatto una gita al Santuario della Virgen de Lujan.
Dite se il ballerino sulla sinistra non ha un modo tenerissimo di tenere la mano della compagna, molto canyengue! Poi le auto e carrozze nello sfondo! La signora in bianco che sale su un colectivo d’epoca, (linea 8 … chissà se andava o se veniva da Laprida), ma prima sbircia i ballerini.
Gli abiti, le stoffe, i capelli, le scarpe, i corte, le pose, il fondo, lo sfondo!
E il cavallo che fa capolino al centro della foto, come se si fosse messo in posa pure lui…
Grazie Oscar di questo bel regalo! Veramente una preziosa rarità.
Negli anni d’oro del tango, i secondi anni d’oro, negli anni sessanta per intenderci, furono rappresentati nei club e nei teatri di Bs As vari musical di tango. Fra questi, quelli di maggior successo di pubblico divennero film per il cinema.
Fra questi musical, uno molto famoso fu “Buenas noches Buenos Aires”, diretto da Hugo del Carril. Dopo nove mesi di rappresentazioni in tutti i teatri, nel 1964 divenne un film, il primo musical a colori, con una sfilata di star di ogni genere: da Annibal Troilo a Roberto Grela, da Beba Bidart a Virginia Luque, con lo stesso Hugo del Carril e il mitico Tito Lusiardo, da Mariano Mores a Palito Ortega e Julio Sosa; mi fermo qui perchè l’elenco sarebbe davvero lungo e penso abbiate già capito il livello della cosa.
La storia è deboluccia: tanti quadri con diversi racconti, con la stessa suddivisione dello spettacolo. Quadri di tango, di folklore, di canto e recitazione; insomma tutte scuse per far cantare i solisti, per far suonare i musicisti e per far ballare tango e folklore alle compagnie dello spettacolo. Le storie son quel che sono: ad esempio nel quadro El patio de la Morocha c’è la bella donna, c’è l’infamone, c’è l’innamorato e il rivale, ci sono le donnette, c’è la festa, c’è l’amata che muore, ecc… .
Ecco alcune scene del film, proprio tratte dal quadro El patio de la Morocha.
QUI il quartetto di Troilo e Grela ci regala una sentita interpretazione di Mi noche triste, mentre i rivali in amore si “sparano le pose” davanti alla casa della donna contesa. QUI Troilo e Grela suonano La trampera, mentre Tito Lusiardo e Beba Bidart ballano la milonga all’antica, con un divertente testa a testa.
In questo video la Morocha si presenta in tutto il suo splendore: Virginia Luque scende le scale della sua casa in una scena che molti argentini dell’epoca ricordano per aver visto tante volte.
Oscar è il ballerino che accoglie sotto le scale la Morocha, quello che si vede sulla destra dello schermo, quando ce ne sono due; allora era diciassettenne. Ci racconta sempre un sacco di aneddoti circa le registrazioni di questo e di altri film a cui ha partecipato. Mi piace pensare che io non ero ancora nata e già lui sguazzava in questo pazzo mondo del tango… QUI gli uomini si litigano le attenzioni della Morocha, e per sbaglio la donna viene uccisa da uno sparo; Oscar ci racconta che Virginia si arrabbiò moltissimo per questa scena perchè il finto sangue della ferita le aveva macchiato veramente il vestito di scena!!! QUI la scena dove Hugo del Carril, l’innamorato, canta ricordando l’amata morta: effetti speciali d’antan, con l’immagine di lei che appare come in sogno e duetta con lui nel finale.
Per chiudere vi saluto con le parole del tango Buenas noches Buenos Aires di S.Piana e O. Sosa Cordero e una foto di Oscar sul set:
Buenas noches, Buenos Aires,
te saluda mi canción.
Buenas noches, Buenos Aires,
con su voz de bandoneón.
Sul set del film: in macchina il gruppo folkloristico Los Quilla Huasi
vestiti da soldato: Edgardo del Rio, Oscar Benavidez,
Robertito Tavella, Roberto Palazzo, …
C’è scritto dietro la foto: “Aqui en el parque con mi compañera de trabajo. Esa que te marque soy yo ace muchos años. Con cariño“. E in effetti sulla foto, sopra la mamma in alto a destra, c’è un segno di penna.
Vestido como dandy, peinao a la gomina
y dueño de una mina más linda que una flor,
bailás en la milonga con aire de importancia,
luciendo la elegancia y haciendo exhibición.
… Vestito come un dandy, pettinato con la brillantina
e padrone di una donna più bella di un fiore
balli in milonga con aria di importanza,
dimostrando l’eleganza e facendo esibizione…
“…in base a come mi vestivano io capivo quali nonni saremmo andati a trovare: il nonno friulano (da parte di mio padre) era ingegnere della ferrovia, quindi il suo stipendio, i vestiti, le persone frequentate erano di classe medio-alta. Aveva una bella villa al centro della città. Invece la famiglia Tucci era più semplice, più di campagna. Era molto raro vedere insieme entrambe le famiglie…”
” Se mi mettevano il papillon, il vestitino e le scarpe lucide, andavo dalla famiglia Chiappolini. Se mi mettevano un maglioncino e le scarpe normali, andavo dai nonni Tucci. E in accordo al vestito, sotto braccio, papà metteva un adeguato 78 giri per l’esibizione che avrei fatto: tango, folklore. Ballare o suonare? Nemmeno io lo sapevo fino all’ultimo. Magari stavo giocando con i cugini; a un certo punto mi faceva un fischietto, mi guardava e guai se dicevo di no!”
“Una volta stava parlando con un signore, la moglie e la figlia. Mi chiamò e mi disse che dovevo ballare un tango con questa bambina. Io dissi che non ne avevo voglia perchè stavo giocando con i cuginetti. Allora papà insistette. E io di nuovo no. Mi chiese perchè e io dissi che non volevo perchè la bimba era grassa! Apriti cielo!!! Prese me, il disco, le nostre cose e la mamma e ci fece tornare a casa a piedi (10 km!). Si da il caso che la bimba fosse la figlia del sindaco e per la vergogna papà mi voleva prendere per i capelli per tutto il tragitto! “
La famiglia Chiappolini del Friuli: Oscar davanti in mezzo (1953)
La famiglia Tucci della Calabria (1954)
La Famiglia Chiappolini e Tucci iinsieme in una delle poche occasioni
La famiglia Tucci e qualche Chiappolini:
Oscar è il bimbo a braccia conserte