Oscar Benavidez

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Un tanguero poeta

21 Ottobre 2008 · Lascia un Commento

Oscar Benavidez è un grande tanguero e nella vita ha avuto diverse passioni oltre al tango. Fra queste, sicuramente spicca la passione per la poesia e per le donne.
E allora ecco una poesia dedicata a tutte le donne. Oltre al testo, in fondo, trovate anche il link per poterla ascoltare recitata da Oscar in italiano.

DONNA

Sei donna.
Le note si intrecciano nei tuoi capelli
come cercando il filo di un pentagramma.

Il preludio descrive belle melodie
come il tuo andare di ruscello.

Questa musica trasporta la tua snella figura
verso il buio della notte piena di ricordi.

Il tuo sguardo,
il tuo sguardo ha una dolcezza senza fine
come lo splendore del sole e della luna

Sei donna,
fiore nato nel cuore della terra;
donna,
petalo fragile come la propria vita;
donna,
finestra aperta all’amore e alla poesia,
pezzo di cielo
dove riposa l’andare dell’uomo,
del bambino.

Palpitante ventre d’amore
e di speranza
di fede
di nostalgia
di sogno e ansia;
perduto per sempre.

Donna
e tutto sta detto quando si dice,
quando si dice,
soltanto donna

Oscar Benavidez (QUI in voce)

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Recitando Neruda per un amico

21 Ottobre 2008 · Lascia un Commento

SONETO XV
Desde hace mucho tiempo la tierra te conoce:
eres compacta como el pan o la madera,
eres cuerpo, racimo de segura sustancia,
tienes peso de acacia, de legumbre dorada.

Sé que existes no sólo porque tus ojos vuelan
y dan luz a las cosas como ventana abierta,
sino porque de barro te hicieron y cocieron
en Chillán, en un horno de adobe estupefacto.

Los seres se derraman como aire o agua o frío
y vagos son, se borran al contacto del tiempo,
como si antes de muertos fueran desmenuzados.

Tú caerás conmigo como piedra en la tumba
y así por nuestro amor que no fue consumido
continuará viviendo con nosotros la tierra.

Pablo Neruda (1959)

Da molto tempo la terra ti conosce:
sei compatta come il pane o come il legno,
sei corpo, grappolo di sicura sostanza,
hai peso d’acacia, di legume dorato.

So che esisti non solo perché i tuoi occhi volano
e danno luce alle cose come finestra aperta,
ma perché di fango ti fecero e t’hanno cotta
a Chillan, in un forno di mattoni stupefatto.

Gli esseri si spargono come aria o acqua o freddo
e son vaghi, si cancellano a contatto del tempo,
come se prima che morti fossero sminuzzati.

Tu cadrai con me come pietra nella tomba,
così per il nostro amore che non fu consumato
continuerà a vivere con noi sulla terra.

QUI Oscar Benavidez recita il sonetto di Neruda, dedicandolo all’amico Ricardo Roma. E’ una registrazione fatta con i mezzi del tempo, nel 1979.
Accompagnano la voce di Oscar le note di un bellissimo “Tango apasionado” di A. Piazzolla

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El … Lui

26 Maggio 2008 · Lascia un Commento

El…

Si yo fuera El,
El que baila
aferrado a tu cuerpo
noche tras noche…

Si yo fuera El
El que te trastorna
nota a nota…

Si yo fuera ese 2×4…

no estaria asi solo.

 

Lui

Se io fossi Lui
quello che balla notte dopo notte
avvinghiato al tuo corpo.

Se io fossi  Lui,
quello che ti fa perdere i sensi
battuta dopo battuta.

Se io fossi quel tango,

non sarei così solo.

(Oscar Benavidez)

 

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Un amico, una poesia

25 Maggio 2008 · Lascia un Commento

El tango … che Oscar balla…

Se sei gaucho milonguero o malandra
se la tua vita è lei che balla,
ballala!

Con il tango alla deriva,
sei arrivato,
e i tuoi passi parlarono per te:
balla!

Venti anni non son nulla,
vieni a ballare!
Lustrati il tacco, consumalo, rompilo,
che qui se si balla tango
è grazie a te.

Dopo arrivò dal tuo quartiere
un compadrito, come te,
però più piccolo.
Lo consoci?

Ora che si formò il bailongo,
uno con le bolas,
l’altro con il bombo,
cosa dici? Balli?

Venti anni non son nulla
vieni a ballare!
Lustrati il tacco, consumalo, rompilo,
che qui se si balla il tango
è grazie a te…

(Alejandro Fasanini)

Oscar Benavidez e Alejandro Fasanini
Marotta di Ps – 6 Agosto 2001

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Un gotan para dos

20 Maggio 2008 · 1 Commento

Mentre leggi, ascolta Los Mareados, interpretato da Astor Piazzolla

Un gotan para dos

Apenas entres la juné” – Appena entrato l’ho vista. Stava ballando.
Mmmmm! Mi piace! E’ snella e tanguera…
Dopo tre minuti la cabeceo, la invito, …. “me copa“!
Nella partenza già la apreto, la stringo.
Un gemito mi accarezza l’orecchio.
In ogni frase cerco, invento la combinazione.
Che piuma! Faccio quello che voglio.
Que lindo!” Che bello! Le marco un ocho.
Battuta dopo battuta allungo i tempi;
conquisto il suo corpo in una calesita;
geme sul mio lobo destro.
Decido una quebrada, la arrugo,
la avvolgo, fino a stropicciarla …
Que mina! Che donna!
Con lei fuggo i codici e le regole;
ballare insieme è un delirio di soddisfazione.
Al momento ho la senzazione “que le voy“,
le piaccio, mi sente. Oh como milongueo de diez!
Improvviso spontaneamente al contatto con il suo viso;
è una immersione in senzazioni, figure, passi;
le gambe disegnano l’emozione di due silhouette.
Nient’altro che una sola esperienza…il Tango!

Ascolto il ruggito dei bandoneones.
Palpita il mio cuore, vorrei sciogliermi in lui,
fondermi con lui.
Parto confusa, o quasi.
Un ocho, una sentada, un corte! Bene bene!
Bien! Ho capito! Mi lascio andare.
E’ deciso, rude, però sa condurre.
In un pivot mi prende, mi travolge.
Que divino! Straordinario!
Il tango con le sue battute sensuali.
El machismo, il vigore, scompare in una effusione di abbraccio,
diventiamo un solo corpo.
Franela, franeleo …. franeleada!
Questo è il tango. Così è lui.
Così ci trasformiamo noi.
Magica realtà.
Passo dopo passo me re-copo … total,
mi innamoro del suo stile,
del suo modo de tanguear,
di creare … de apoyar.
Tre minuti fa non capivo nulla,
adesso è come se l’universo fosse mio…
Que hermoso! Che bello!
Che pena, che triste, si avvicina il Sol-Do,
il chan-chan di questa intensa melodia,
del fraseggio interminabile,
dove io,
per tre minuti,
ho perso la ragione.

Oscar Benavidez

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