Oscar Benavidez

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Racconti di una vacanza

12 Luglio 2008 · 4 Commenti

Posti incantevoli con panorami mozzafiato del Monteconero, tanta bella gente simpatica e vogliosa di star bene in compagnia, qualche imprevisto superato, e un mare di relax.
Mare, piscina o passeggiate al mattino; tante ore di lezione al pomeriggio; simpatiche cene in compagnia, con risate e scambi di opinioni; milonga e lezioni di folklore di sera; chiacchiere e bagni in piscina dopo la milonga ….
Che volere di più? :-)

 

 

 

L’angolo di paradiso: il panorama nel bosco
 

Charlando de tango di fronte al mare

Un momento di relax

 

Posa de tango davanti alla chiesa: Oscar e Chiara

A lezione di Candombe con Oscar

A presto altre foto. Grazie a tutti per la bellissima esperienza! Siete stati meraviglosi compagni d’avventura! :-)

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In spiaggia con i grandi

20 Giugno 2008 · Lascia un Commento

Sexteto Tango

Per chi non dovesse conoscere questo prodigioso sexteto, possiamo dire che più o meno alla fine degli anni sessanta, l’orchestra di Osvaldo Pugliese, incontrò qualche problema per via della salute del suo direttore e pianista. Così alcuni dei musicisti della formazione, i più “anziani” del gruppo, decisero di formare una orchestra tutta loro, raccogliendo l’idea dello stesso Pugliese, di ridurre un pò la formazione, creando un sexteto di Decariana maniera: nacque così il Sexteto Tango. Durante i primi tempi, per qualche mesetto, tennero i piedi su due staffe, per poi separarsi “consensualmente”, in forma definitiva, da Pugliese.
Come pianista si propose Julian Plaza che sapeva suonare sia il piano sia il bandoneon. Come violini passarono Oscar Herrero e Emilio Balcarce; come contrabbasso passò Alcide Rossi; come bandoneon passarono Osvaldo Ruggiero e Victor Lavallén; il cantante all’inizio fu Jorge Maciel. La nuova formazione debuttò nell’ottobre del 1968 nel mitico locale “Caño 14“.

Numerose le tournè, i concerti nei più importanti e famosi teatri del mondo, dal Colon di BsAs al Giappone
Uno stile inconfondibile grazie agli arrangiamenti originali: basti pensare ai nomi, fra cui Ruggiero, Plaza, Lavallén e Balcarce, tutti grandi arrangiatori e compositori!!!!

Nella foto , scattata in Uruguay a Punta del Este nel 1970, molti dei componenti del Sexteto Tango, in compagnia di amici e altri artisti (e che artisti!) sono a godersi un bel bagno di sole!
Accucciato a sinistra Nestor Marconi (allora il bandoneonista del Sexteto di Francini); i cinque per terra da sinistra sono Victor Lavallen del Sexteto Tango; Enrique Mario Francini violinista e direttore dell’omonimo sexteto; Oscar Benavidez, allora ballerino al Caño14 e mascotte del Sexteto (tutti avevano una figlia da fargli sposare! :-) ; Emilio Balcarce, violinista del Sexteto; Cesar, il cassiere del locale…non a caso in vacanza insieme a quelli del Sexteto!!! ;-)
Un pò in disparte, ma sempre seduto un pensoso Atilio Stampone. In piedi da sinistra, Julian Plaza, Alcide Rossi e Jorge Maciel del Sexteto, e il cantante di Francini, Antonio Maida.
A scattare la foto? Oscar Herrero del Sexteto,… ma per questo dobbiamo fidarci di ciò che dice Oscar!!!

Altra spiaggia sempre a Punta del Este e sempre nello stesso anno. In ordine: Nestor Marconi, Oscar Benavidez e Jorge Maciel.

QUI in questo video, gli amici di Oscar al giorno d’oggi!!!

 

 

 

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Al racho de Ochoa

18 Giugno 2008 · Lascia un Commento

Alcides Chiappolini (il papà di Oscar) con l’amico Fernando Ochoa
Viviana Mensi e Oscar Benavidez con una amica
Anno 1967 nel locale
“El Rancho de Fernando Ochoa”, nel porteño barrio de San Cristóbal;
sul muro c’era scritto a grandi lettere
El arte de la amistad honra a quien lo recibe y a quien lo da”.

Fernando Ochoa fu attore, autore, poeta e gran tradizionalista. La sua casa, a pochi passi dal centro di BsAs, pareva il ranch di un vero gaucho della pampa!
Ideò e interpretò grandi personaggi popolari, come La Mechuda o Don Bildigerno. Ochoa nacque a La Plata e a vent’anni si trasferì nella capitale in cerca di fortuna. Conobbe e lavorò con i grandi del teatro Claudio Martínez Payva, Alberto Vacarezza, Atilio Supparo e molti altri. Ma conobbe anche i grandi della radio e del cinema, lavorando in entrambi i settori. Creò una sua compagnia e con questa girò per molti paesi di lingua ispanica, Spagna inclusa.
Negli anni sessanta, aprì con l’amico Miguel Koury il locale “El Rancho de Fernando Ochoa“, dove molti artisti, personaggi della cultura e della scienza si incontravano in rilassata amicizia tomando mate y tinto.

Oscar e suo papà, grande amico di Ochoa, erano di casa.

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In Svezia con Evert Taube!

20 Maggio 2008 · Lascia un Commento

Evert Taube è stato un cantante, autore, poeta nato in Svezia nel 1890. Instancabile giramondo, venne a contatto con la cultura argentina, soggiornando in provincia di Buenos Aires (in 25 de Mayo) per ben sei anni, dal 1910 al 1915. Benchè la leggenda popolare del suo paese natale, lo volesse impegnato in questi anni come gaucho, in realtà era a capo di un progetto per la costruzione di canali anti-allagamento nella Pampa. Però rientrando in Svezia portò con se molta Argentina, e non si dimenticò nemmeno del Tango! Si! Fu proprio lui uno dei primi a portare il tango in Svezia negli anni 20. Ed è probabilmente in seguito alle sue composizioni che il tango svedese ha subito una sorta di “deviazione” europea…

Il suo popolo lo amava molto, conferendogli riconoscimenti di ogni genere. Era considerato l’artista folkloristico più completo e genuino, tanto che, anche da anziano, ogni anno, i suoi fans gli chiedevano di risalire sul palco, almeno in estate. Era sempre accompagnato da diversi musicisti, fisarmonica, chitarra, basso, fiati, e soprattutto da un formidabile coro. QUI un filmato di una di queste manifestazioni nel 1966.
E questo accadde anche nel 1967, alla veneranda età 77 anni! In quell’anno, nel periodo in cui Evert Taube stava organizzando la sua festa annuale, si esibiva a Stoccolma anche El J.C. Copes Argentine Revue, in un famoso ristorante del centro.
Saputolo, una sera anche Taube andò allo spettacolo per scegliere una delle coppie che lo avrebbe accompagnato nel suo spettacolo estivo al Gröna Lund. Una pareja de tango sarebbe stata con lui sul palco! E così fu! Del gruppo di Copes scelse proprio Oscar Benavidez e una ballerina inglese.

 

Oscar in costume da gaucho, prima di una esibizione con Taube

Il tango sarebbe stato uno di quelli composti dallo stesso Taube, simile a quello che vediamo nel filmato qui sotto, girato sempre nel Gröna Lund, ma l’anno prima.

La città di Stoccolma fu tapezzata di manifesti con l’immagine di Evert Taube a cavallo e sotto, scritto in grande campeggiava la scritta: “Y desde la Pampa Raul Chiappolini” (il vero nome di Oscar).
Per l’occasione Oscar ballò il tango vestito da gaucho con tanto di bombacha, camisa, corralera, botas de cola, sombrero y faja alla Rodolfo Valentino. E per completare il quadro, anche la ballerina aveva un vestito lungo e bianco, con frappe e pois neri, proprio alla spagnola! Come facessero a ballare non si sa, ma quella era l’immagine del tango in Svezia!

Svezia -Stoccolma -Gröna Lund – 17 luglio 1967
Sul palco a fine esibizione, Evert Taube saluta Oscar.
Notare l’abito della ballerina sulla destra!

Dice Oscar: “Alla fine di ogni spettacolo, Evert mi prendeva per la mano e, prima in svedese e poi in spagnolo, alzandomela, gridava <<Ecco questo è argentino, carne argentina, la pampa argentina, un vero professionista tradizionale!!>>; e giù appalusi. Mi spiace perchè avevo anche i filmini di quel periodo: uno degli amici della compagnia mi seguiva e riprendeva e poi, in fretta e furia, ci riaccompagnava al ristorante per l’esibizione con Copes! Tutto, anche altre foto sono andate perse in un allagamento in argentina!”

Si vede che i canali di Evert non hanno funzionato a dovere! :-)

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Michelangelo … ‘71

18 Maggio 2008 · Lascia un Commento

Michelangelo è un locale di Buenos Aires, ma non un locale qualsiasi. Viene sopprannominato la “cattedrale del tango“. Nel 1967 un gruppo di amici decide di trasformare un vecchio magazzino di deposito in una casa di spettacoli, secondo l’uso dell’epoca. Grazie ai nomi che passano sul suo palco, come D’Arienzo, Osvaldo Piro, El Polaco Goyeneche, Osvaldo Pugliese, Astor Piazzolla, ecc…diventa molto presto il tempio della noche porteña. Ma non c’era solo tango. Passarono da li anche grandi nomi del Cabaret come Liza Minnelli o Robert Duvall o comici come Olmedo o Marrone.
Nel 1969 Astor Piazzolla, nel disco Adios Nonino che contiene l’omonimo brano dedicato al padre, inserisce anche il brano “Michelangelo 70” proprio dedicato al locale.
Resta aperto per quasi trent’anni filati e dopo una piccola pausa viene riaperto ed è tutt’oggi il tempio del tango for tourist di Buenos Aires. Maggiori informazioni si trovano sul SITO del locale.

Nel 1971, quando l’orchestra che suonava nel locale era quella di Osvaldo Pugliese, Oscar si esibiva con Ines sul palco del Michelangelo. Con lui c’erano Estella Raval, Jaime Torres, El Trio Noi, Locati e tanti altri.

 

Oscar Benavidez e Ines Iovine
di spalle il bandoneonista
Julio Pane

 

Oscar e Ines ballano Tanguera

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Cuando el Gordo se cayó…

18 Maggio 2008 · 1 Commento

Ogni anno, a fine stagione, tutti gli artisti, gli organizzatori, i manager del Caño 14 si riunivano per festeggiare i successi delle serate, con un asado. Anche l’8 febbraio del 1971 si ritrovarono tutti nel Barrio de los Troncos in Mar del Plata. E c’erano proprio tutti!

Oscar è in piedi a metà foto circa; alcuni presenti:
J. Colangelo – Maure – Cacho Ben ben – E. Balcarce – J. Plaza
H. Stampone – G. Maciel – A. Maida – O. Ruggero – Rodillas – H. Jordan
Rego – J.C. Rossi – Marafioti (Hijo) – Lito Scarso – V. Lavallen
A. Stampone – A. Troilo (nella fila di mezzo) - J. C. Copes (a torso nudo)….

Racconta Oscar che, mentre stavano cuocendo l’asado, durante l’aperitivo, nel giardino della villa, improvvisarono una partita di calcetto. Poco distante dal campo improvvisato, stava chiacchierando Troilo con un bicchiere in una mano e il sigaro nell’altra. A un certo punto una palla lanciata troppo lontana, cadde ai piedi del pichuco che gridò: “Mia pibe!!!”. Alzò la gamba con tutta la forza che aveva per calciare la palla … ma la mancò… Tutta l’energia che aveva messo ebbe il solo effetto di estirpare un pò di erba sul prato, e soprattutto di vederlo piombare con il sedere per terra!
I presenti erano tutti preoccupati, ma visto che lui rideva come non mai, corsero per aiutarlo a tirarsi in piedi, fra le risate generali.

Il Gordo era un tipo molto scherzoso: ogni volta che arrivava al Caño 14 per suonare, riposato e sobrio, diceva sempre: “Hoy toco dos notas y mato“. A fine serata, dopo la seconda entrata e dopo aver suonato vari tanghi, se non era soddisfatto, ripensandoci sopra diceva ” Hoy no MATO una mosca!” :-)

 

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In spiaggia con Marconi

6 Maggio 2008 · Lascia un Commento

Nel 1968 Oscar è in tournè con Copes in tutto il centroamerica. A suonare nell’orchestra che accompagna lo spettacolo, un grande bandoneonista: Nestor Marconi.
Ovviamente i musicisti e i ballerini passavano i loro pomeriggi all’aria aperta, tra un bagno e una partita di pallone in spiaggia tutti insieme.

Nestor Marconi  – Hugo Jordan con la palla
Oscar benavidez e dietro Ruben Alzueta

Queste foto sono state fatte in una spiaggia di Puerto Rico, il pomeriggio del 19 ottobre 1968. La seconda qui sotto è autografata dallo stesso Marconi: infatti nel 2002, Oscar era a Buenos Aires e saputo che Marconi era a fare le prove al Teatro Cervantes, lo è andato a trovare per ricordare i tempi andati.
Felicissimo Marconi ha passato una piacevole serata e gli ha autografato la foto scrivendo “Gracias por el recuerdo“.

Puerto Rico – 19 ottobre 1968
Nestor Marconi e Oscar Benavidez

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I venerdì al Teatro Astral

4 Maggio 2008 · Lascia un Commento

Quando lavoravo alla Querencia, avevo un amico che avrebbe voluto fare il folklore e gli spettacoli come me. Lui lavorava in un ristorante e poi, finito il turno, passava dove lavoravo e gli insegnavo qualcosa. Un giorno venne da me, dicendomi che lo avevano chiamato per fare un provino per uno spettacolo in teatro con un grande coreografo del momento: Victor Ayos. Mi chiese di accompagnarlo, anche solo per fargli compagnia e coraggio. Accettai anche se con poca voglia.
Il giorno dopo entrammo in questo bellissimo salone del centro andaluso: molto lussuoso e con tanti ballerini. Mi portò a salutare il direttore del salone, presentandomi a tradimento come una promessa del folklore e del tango! Io ero imbarazzatissimo e non me lo aspettavo. Il direttore mi prese e mi mise al centro del salone e mi disse di ripetere il passo che aveva fatto lui. Era una figura di Malambo. Io la feci senza problemi e questo rimase estasiato. Avevo imparato in poco tempo il passo più difficile dello spettacolo! Chiamò un assistente e gli disse di mettersi con me nell’altra sala e di passarmi tutte le coreografie dello spettacolo! In un’oretta imparai tutto e il direttore mi disse che il giorno dopo alle due del pomeriggio mi dovevo presentare al Teatro Astral per fare le prove dello spettacolo. Ero stato preso!!! Mi fecero il contratto per 2 mesi…rimasi una anno e mezzo!”

Teatro Astral – Corrientes 1639 – Venerdì 15 luglio 1966
Anita Postorino y Esteban Spagnolo
Cristina Rey y Oscar Benavidez

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Un malambo per gli inglesi

1 Maggio 2008 · Lascia un Commento

Nella stagione estiva, da maggio a novembre del 1992, Oscar e due amici argentini, si sono esibiti ogni giovedì nel Villaggio Turistico di una  località vicina a Dover.
Davanti a più di cinquecento persone ogni sera, entrava sul palco “Directly from Argentina” il trio “Los gauchos” composto da Oscar Benavidez, Luis Castagno e Raul Arrieta.
Boleadoras, malambo e tutto quanto fa folklore, sempre accompagnato dall’incalzante ritmo dei bombos. Nel video, dopo l’introduzione dei tre, uno scatenato malambo di Oscar. Parte in sordina…ma il finale è in crescendo!

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¡Che Oscar Che!

29 Aprile 2008 · Lascia un Commento

Ma qual è il migliore? La copia o l’originale? :-D

Auditorium della Sala Comunale di Gemmano (RN) – 1993
Commemorazione al Che Guevara:
Oscar ha recitato e cantato le canzoni dedicate al Che

 

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La stagione 1971 a Caño 14 (Mar del Plata)

28 Aprile 2008 · 1 Commento

Il Caño 14 è un mitico locale notturno: venne inaugurato nel 1964 da Atilio Stampone (il cugino di Hector) e nel giro di poco tempo diventò un tempio del tango. Era conosciuto da tutti anche perchè fra i soci c’erano l’ex calciatore del “Terceto de Oro” del ‘46 Rinaldo Martino  e l’attore Pedro Aleandro. Negli anni settanta era un vero e proprio riferimento per gli amanti del genere, anche perchè il tango stava entrando un pò in crisi. Dopo una breve chiusura, nel decennio della dittatura, ora ha riaperto ed è punto di riferimento per molti turisti della capitale.

Caño 14
Oscar e Ines
4 aprile 1972

Nel corso degli anni ha visto passare sul suo palco le migliori formazioni e i più grandi artisti del tango. Uno dopo l’altro ci son passati tutti: tantissimi e applauditi anche i poeti più famosi. Ma forse proprio tutti tutti no: credo che Piazzolla non sia mai stato invitato; per lo meno durante la gestione di A. Stampone. E’ risaputo che fra i due non corressero buoni rapporti dopo l’esperienza di Stampone nell’Ottetto di Piazzolla (probabilmente sarà stato invitato nella seconda riapertura…a fine anni ottanta era un vero lusso poter ospitare Piazzolla!)
Era uno dei club notturni con l’arredamento più scarno, a metà strada tra una “cave esistenzialista” e l’odierno centro sociale. Comunque più frequentato per ascoltare e guardare che per ballare. Grazie ai nomi che ospitava, attirava anche la società “bene” che magari prima era stata nei teatri della vicina Avenida Corrientes, e verso l’alba passava al Caño 14 per ascoltare un Tango insieme ai porteñi. E questo capitava anche agli artisti: qualche cantante di fama (Susana Rinaldi, Roberto Goyeneche,…) magari prima si era esibito a pagamento in qualche teatro o club e poi passava di la, regalando un ultimo tango agli avventori.

In tutta questa frizzante euforia, in questo rutilar di nomi, per quattro lunghi anni Oscar ha lavorato nel locale, esibendosi con la compagnia di J.C. Copes, o in coppia con Ines, ogni sera accanto ai grandi del tango.
A testimonianza, alcune foto ricordo scattate nella sede estiva di Mar del Plata: a fine stagione, ogni anno, il locale si trasferiva in una località turistica per l’estate. Ogni estate cambiava la sede: capitò anche che si trasferisse all’estero, come nel 1970, anno in cui fu in Punta dell’Este in Uruguay.

Cachito Ben Ben – Anibal Troilo – Oscar Benavidez

Cacho Ramos – Hugo Jordan – Roberto Goyeneche “disseta” Oscar Benavidez

Hugo Jordan – su amigo – Oscar Benavidez – Hector (Chupita) Stampone – Cacho Ramos (cachito Ben Ben)

Oscar con la sigaretta – Jorge Maciel in smoking – Lito Scarso in basso – 5 camerieri del locale

in prima fila: Un cantante ??? - Hugo Jordan – R. Goyeneche – Willie Fernandez – Oscar Benavidez – Cachito Ben Ben

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New York: Scozia-Argentina 1 – 1

27 Aprile 2008 · Lascia un Commento

New York – Latin Quarter – 1964
Oscar Benavidez – Beto - Il padre e di Victor Ayos  con il figlio - Ruben  Azuleta -Nelson Avila

 

5 luglio 1964
Latin Quarter di New York – dietro alle quinte
Oscar è in cima alle scale con la chitarra.
Sotto vestiti da scozzesi Ruben, Nelson e Beto.
Davanti, vestiti da gauchos due scozzesi Marc e Bobby

Questa è una foto scherzosa scattata dopo lo show. Oscar e i suoi compagni si sono scambiati gli abiti di scena con un gruppo di scozzesi che suonava imitando i Beatles nello stesso show!  E, ovviamente, gli scozzesi si son vestiti da gauchos! Dietro alla foto, usata come una lettera, Oscar scrive ai genitori spiegando questa cosa e invita i compagni Nelson, Beto, Ruben e due degli scozzesi presenti nella foto, a fare altrettanto e a salutare i suoi genitori: un retro foto molto ricco!!!
Scrivono testualmente:

Querido papi Alcides, querida mamita Santina, como ustedes pueden apreciar en la presente foto que les invio, nos encontramos debuto del Latin Quarter donde fue tomada la misma con estos modelitos exclusivo que hicimos tan monamente [ :-) da brave donnine di casa si son cuciti i vestiti!]. La vestimenta es de un conjunto Escoces, que trabaja ahora con nosotros; los quales dos de ellos aparecen en la presente vestido de gauchos (son 5 que se peinan igual a los Beatles, nuestro peinado de esa forma es por esa razon: ellos como nosotros y nosotros como ellos. – Oscar

Querida s.ra Santina aunque en la presente foto vestimos graciosas polleras, pueden usted y su esposo estar bien seguros que dejamos muy bien sentado a la vista de los gringos, que el gaucho es bien macho. Un cariñoso beso. – Beto

Estimado S.r Alcides y S.ra Santina, en la presente tenemos pinta de “maricas”, pero bien peinado, somos lindos pibes. Con un hasta pronto me despido de Uds, con un sin fin de besos, con el mismo cariño que lo daria con mis padres, reciban Uds mis recuerdos. Bye bye. – Ruben

Querida S.ra Santina, no voy a caer en la redundancia de querer sabes como esta, que ya lo se por la carta que Ud le invia a la “hija la gorda”(Oscar era il gordito, ma in questo caso al femminile :-) ), sin mai esperando que esta sea de su agrado. Me despido con un beso, para ud y su esposo. Y un hasta a la proxima. Chau.- Nelson

Seguono le firme dei due scozzesi: “To Santina. Bobby S.” e Oscar aggiunge “dedicatoria de rubio de la foto para voz mama, toca la guitara“. E anche “To Santina all my best wishes. Marc” a cui Oscar aggiunge “Esta es del gordito que toca la bateria“.

Que rico! Certo che si divertivano anche questi ragazzi! :-)

 

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Asador

27 Aprile 2008 · Lascia un Commento

L’asado è un piatto tipico argentino e uruguayano fatto con carne di manzo cotta alla brace. Per la preparazione può essere utilizzata la pancia che una volta cotta alla griglia risulta molto saporita.
Quello che preferisco è quello cotto alla croce da Oscar: il pezzo resta “appeso” a una croce messa vicino al fuoco e pian piano (circa sei ore) si cuoce, mentre il grasso si scioglie e cola sulla brace. Mmmmm! Che delizia!

Asado alla croce

C’è chi prepara l’agnello in questo modo e chi aggiunge le interiora (entrañas o achuras), le salcicce (chorizos) e le salciccie nere di sangue (morcillas), però cotte alla griglia. Tipico condimento dell’asado è il chimichurri, miscela di spezie fresche con olio, aceto e limone che si applica a fine cottura. Ogni asador è assai geloso della sua ricetta di chimichurri.

Visto il tempo che serve per la lenta cottura della carne, l’asado è un’ottima occasione di socializzazione. Quante chiacchere con un buon bicchiere di vino rosso in mano si possono fare davanti al fuoco di cottura!
E Oscar è maestro anche di questo!

Oscar benavidez prepara l’asado in costume tradizionale

Oscar intento a preparare un asaso in costume da gaucho

Sin da quando era piccolo, ha sempre seguito i suoi parenti in questa “attività” sociale e ricreativa: un autentico momento di condivisione.

Asado in famiglia: i parenti (Friuli e Calabria) di Oscar posano durante la preparazione di un asado nel 1952

 

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Asi era el tango

25 Aprile 2008 · Lascia un Commento

C’è un tango che di solito sentiamo suonato e cantato dagli Angel del tango, D’Agostino e Vargas, che parla del tango che fu, che era molto migliore rispetto al tango di oggi, che era tutta un’altra cosa. E’ il tango ”Asi era el tango” di Guichandut e Montoni, ma la particolarità è che bisogna tener presente che è stato scritto negli anni trenta!!!

Quella qui sotto è una foto di Oscar, trovata per caso una mattina nella borsa di sua madre, borsa che tiene come una reliquia da quando la madre non c’è più. Dietro alla foto solo una data 12 novembre 1932!

!2 novembre 1932  - “Ballando tango” di Oscar Benavidez

Proprio gli anni in cui è stato scritto il tango di cui parliamo! La qualità è quella che è, ma data l’età non è niente male. Si vedono alcune coppie: la mamma di Oscar (Santina Tucci) è in primo piano e balla con un amico. Ballano il tango in un tranquillo sabato pomeriggio di primavera; Oscar racconta che i tangueros erano soliti andare con gli amici a fare una scampagnata e poi magari improvvisavano un ballo dopo pranzo. In questo caso il 12 novembre del 1932, era un sabato di primavera e la mamma di Oscar, con alcuni amici di Buenos Aires avevano fatto una gita al Santuario della Virgen de Lujan.

Dite se il ballerino sulla sinistra non ha un modo tenerissimo di tenere la mano della compagna, molto canyengue! Poi le auto e carrozze nello sfondo! La signora in bianco che sale su un colectivo d’epoca, (linea 8 … chissà se andava o se veniva da Laprida), ma prima sbircia i ballerini.
Gli abiti, le stoffe, i capelli, le scarpe, i corte, le pose, il fondo, lo sfondo!
E il cavallo che fa capolino al centro della foto, come se si fosse messo in posa pure lui…

Grazie Oscar di questo bel regalo! Veramente una preziosa rarità.

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Buenas Noches Buenos Aires

25 Aprile 2008 · Lascia un Commento

Negli anni d’oro del tango, i secondi anni d’oro, negli anni sessanta per intenderci, furono rappresentati nei club e nei teatri di Bs As vari musical di tango. Fra questi, quelli di maggior successo di pubblico divennero film per il cinema.
Fra questi musical, uno molto famoso fu “Buenas noches Buenos Aires”, diretto da Hugo del Carril. Dopo nove mesi di rappresentazioni in tutti i teatri, nel 1964 divenne un film, il primo musical a colori, con una sfilata di star di ogni genere: da Annibal Troilo a Roberto Grela, da Beba Bidart a Virginia Luque, con lo stesso Hugo del Carril e il mitico Tito Lusiardo, da Mariano Mores a Palito Ortega e Julio Sosa; mi fermo qui perchè l’elenco sarebbe davvero lungo e penso abbiate già capito il livello della cosa.

BuenasnochesBuenos Airesposter.jpg

La storia è deboluccia: tanti quadri con diversi racconti, con la stessa suddivisione dello spettacolo. Quadri di tango, di folklore, di canto e recitazione; insomma tutte scuse per far cantare i solisti, per far suonare i musicisti e per far ballare tango e folklore alle compagnie dello spettacolo. Le storie son quel che sono: ad esempio nel quadro El patio de la Morocha c’è la bella donna, c’è l’infamone, c’è l’innamorato e il rivale, ci sono le donnette, c’è la festa, c’è l’amata che muore, ecc… .

Ecco alcune scene del film, proprio tratte dal quadro El patio de la Morocha.

QUI il quartetto di Troilo e Grela ci regala una sentita interpretazione di Mi noche triste, mentre i rivali in amore si “sparano le pose” davanti alla casa della donna contesa.
QUI Troilo e Grela suonano La trampera, mentre Tito Lusiardo e Beba Bidart ballano la milonga all’antica, con un divertente testa a testa.

In questo video la Morocha si presenta in tutto il suo splendore: Virginia Luque scende le scale della sua casa in una scena che molti argentini dell’epoca ricordano per aver visto tante volte.

Oscar è il ballerino che accoglie sotto le scale la Morocha, quello che si vede sulla destra dello schermo, quando ce ne sono due; allora era diciassettenne. Ci racconta sempre un sacco di aneddoti circa le registrazioni di questo e di altri film a cui ha partecipato. Mi piace pensare che io non ero ancora nata e già lui sguazzava in questo pazzo mondo del tango…
QUI gli uomini si litigano le attenzioni della Morocha, e per sbaglio la donna viene uccisa da uno sparo; Oscar ci racconta che Virginia si arrabbiò moltissimo per questa scena perchè il finto sangue della ferita le aveva macchiato veramente il vestito di scena!!!
QUI la scena dove Hugo del Carril, l’innamorato, canta ricordando l’amata morta: effetti speciali d’antan, con l’immagine di lei che appare come in sogno e duetta con lui nel finale.

Per chiudere vi saluto con le parole del tango Buenas noches Buenos Aires di S.Piana e O. Sosa Cordero e una foto di Oscar sul set:

 Buenas noches, Buenos Aires,
te saluda mi canción.
Buenas noches, Buenos Aires,
con su voz de bandoneón.

 

Sul set del film: in macchina il gruppo folkloristico Los Quilla Huasi
vestiti da soldato: Edgardo del Rio, Oscar Benavidez,
Robertito Tavella, Roberto Palazzo, …

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La Cumparsita anni settanta

25 Aprile 2008 · Lascia un Commento

Nel video Oscar balla uno dei tanghi più famosi al mondo: La Cumparsita!
E’ la versione del tedesco Danny Malando; siamo nei dintorni di Rimini quasi trenta anni fa, alla fine degli anni settanta. Lo confermano basettoni e riccioloni di Oscar e la tenuta di Ines: uno spettacolo della compagnia Buenos Aires Pampa Show.

Ines, sale spesso sul piede di Oscar anche durante i giri in colgada. E l’interpretazione, è piuttosto originale per l’epoca. Credo sinceramente a Oscar quando mi racconta che in quegli anni nessuno ballava così e che tutti erano entusiasti. Ce ne son pochi anche oggi! Potete capire perchè ci fanno ridere quando parlano di Tango Nuevo! :lol:

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Un tango per il Papa

25 Aprile 2008 · Lascia un Commento

Il Papa e il tango! Il più noto episodio che ha visto un papa coinvolto in faccende di tango, è sicuramente quello che si legge su ogni libro che tratta la storia del Tango: Papa Pio X diede il benestare della chiesa al ballo del tango nel 1913, dopo aver visto una coppia ballare davanti a sé. Anche Meri Lao riporta dubbi e dettagli circa l’episodio.
Un secondo episodio in cui sicuramente un Papa ha avuto a che fare (in forma ufficiale) con il tango, è stato nell’aprile del 1987 quando Papa Giovanni Paolo II è andato a Buenos Aires, in occasione della II Giornata Mondiale della Gioventù.

In quella occasione, trasmessa in mondovisione, oltre a numerose altre manifestazioni di musiche e danze folkloristiche, è stato ballato anche il tango. E come poteva mancare il tango a BsAs, anche se parliamo di vent’anni fa?!
Il tango scelto fu Mi Buenos Aires querido, cantato da C. Gardel (QUI); il ballerino Raul Gatto, primo ballerino solista del Teatro Colon, per l’occasione, fu accompagnato da Fabiana Molina, anche lei ballerina classica del Colon. Per utilizzare al meglio le doti dei due, fu pensata una originale coreografia, un “jeux a deux” misto di tradizionale tango argentino e danza classica, creato appositamente da Oscar Benavidez.

Oscar Benavidez sul palco con Fabiana Molina in attesa dell’esibizione

Nel video d’epoca dell’evento Oscar si vede in piedi, in giacca e cravatta, dietro ai ballerini. Peccato averne solo un pezzetto! La qualità è quella che è…ma comunque buona visione.

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Foto di famiglia

24 Aprile 2008 · Lascia un Commento

“…in base a come mi vestivano io capivo quali nonni saremmo andati a trovare: il nonno friulano (da parte di mio padre) era ingegnere della ferrovia, quindi il suo stipendio, i vestiti, le persone frequentate erano di classe medio-alta. Aveva una bella villa al centro della città. Invece la famiglia Tucci era più semplice, più di campagna. Era molto raro vedere insieme entrambe le famiglie…”
” Se mi mettevano il papillon, il vestitino e le scarpe lucide, andavo dalla famiglia Chiappolini. Se mi mettevano un maglioncino e le scarpe normali, andavo dai nonni Tucci. E in accordo al vestito, sotto braccio, papà metteva un adeguato 78 giri per l’esibizione che avrei fatto: tango, folklore. Ballare o suonare? Nemmeno io lo sapevo fino all’ultimo. Magari stavo giocando con i cugini; a un certo punto mi faceva un fischietto, mi guardava e guai se dicevo di no!”
“Una volta stava parlando con un signore, la moglie e la figlia. Mi chiamò e mi disse che dovevo ballare un tango con questa bambina. Io dissi che non ne avevo voglia perchè stavo giocando con i cuginetti. Allora papà insistette. E io di nuovo no. Mi chiese perchè e io dissi che non volevo perchè la bimba era grassa! Apriti cielo!!! Prese me, il disco, le nostre cose e la mamma e ci fece tornare a casa a piedi (10 km!). Si da il caso che la bimba fosse la figlia del sindaco e per la vergogna papà mi voleva prendere per i capelli per tutto il tragitto!

 

La famiglia Chiappolini del Friuli: Oscar davanti in mezzo (1953)

La famiglia Tucci della Calabria (1954)

La Famiglia Chiappolini e Tucci iinsieme in una delle poche occasioni

La famiglia Tucci e qualche Chiappolini:
Oscar è il bimbo a braccia conserte

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Al teatro Colon

24 Aprile 2008 · Lascia un Commento

Il primo Teatro Colon sorgeva in prossimità della Plaza de Mayo. Venne inaugurato nel 1875 con La traviata e poi chiuso nel 1888. Attualmente è sede della Banca centrale argentina e all’epoca fece scalpore perchè fu il primo edificio costruito con cemento armato.

Il secondo e attuale Teatro Colon doveva essere inaugurato nel 1892. Ma per problemi politici (addirittura alcuni degli architetti vennero assassinati!) l’inaugurazione ebbe luogo nel maggio del 1908 con una trionfale Aida di Verdi. Proprio quest’anno ricorre il centenario della sua inaugurazione e poichè il principale architetto era italiano Francesco Saverio Pellizzari, una delegazione di abitanti di  Sospirolo in provincia di Belluno, suo paese natale, sarà presente ai festeggiamenti.

Il teatro COlon in veduta esterna notturna

Teatro Colon: una suggestiva veduta notturna

Oggi è uno dei luoghi prediletti dai turisti in visita a Buenos Aires grazie ad una architettura sfarzosa e ricca, con stucchi, fregi, vetrate colorate, busti in marmo, e il bellissimo Salone Dorato in cui si tengono feste, mostre e concerti. Qui sotto una foto del Salon Dorado (a me ricorda la reggia di Versailles…)

Salon Dorado

Il Salone dorato

La caratteristica fondamentale di questo Teatro resta comunque l’acustica e le capienza (circa 3000 posti di cui 2500 seduti) che lo hanno reso famoso a livello mondiale, alla stregua dell’ Operà di Paris e di Vienna. Questo è il colpo d’occhio che gli artisti vedono affacciandosi sul palco… da far tremare le gambe anche al più provetto ballerino di danza classica o al cantante lirico di fama mondiale!

la sala vista dal palcoscenico

La sala dal palcoscenico

In occasione della visita del Papa in Argentina, Oscar fu chiamato a coreografare un tango di benvenuto. Nell’occasione, provò al Teatro Colon con i ballerini e ballò anche con Fabiana Molina.

Nel video, registrato nella sala prove del Teatro, nell’aprile del 1987, Oscar balla “Tanguera” di Mores.

Nel video, sempre con Fabiana Molina e sempre in quell’occasione, Oscar balla la “Balada para mi muerte” di Piazzolla.

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