50 anni di Tango!!!

Clicca QUI per vedere il video

Sabato 26 giugno festeggeremo i 50 anni di attività
nel Tango del Maestro Oscar Benavidez

Nella splendida cornice del Molikè,
un locale fra alberi e fiori,
con doppia pista da ballo
e possibilità di pernottamento!

Programma della serata

Ore 20.30 ricca cena a buffet
Ore 22.00 concerto del maestro Mariano Speranza
Ore 22.30 inizio milonga con la musica di TjChi
Ore 24.00 esibizione dei maestri Oscar Benavidez e Laura Francia

Saranno presenti ospiti speciali per una grande festa!!!

Cena, concerto e milonga 25 euro
(prenotazione obbligatoria)
Ingresso milonga e drink 10 euro

Molikè
Via Bigattiera Trifoni
Giulianova Te

Info e prenotazioni 349 4543158 — 347 8484838

Festa al Castello Chiola

Sabato 27 Marzo

ore 20.30 Cena a Buffet

ore 22.30 Milonga con musica dal vivo:dj Pablo

Special guest Duo Violetas Popular

Katia Bovo (Arpa) – Costanza De Sanctis (Voce)

  ore 24.00 esibizione dei maestri

Oscar Benavidez e Laura Francia

Costi

cena + milonga 25 euro (prenotazione obbligatoria)

Milonga e open Bar 10 euro

Parcheggio con servizio di navetta

Possibilità di pernottamento

Castello Chiola, Via degli Aquino, 12

Loreto Aprutino – Pescara

Info e prenotazioni

349 4543158 – 347 8484838

Lezione al Rio Grande

Venerdì 5 febbraio, alle ore 21.00,  

lezione gratuita di tango tenuta da Oscar Benavidez e Laura Francia 

presso il Dancing  Rio Grande, Via Abba, 18 Bellaria Igea marina (RN)

Un saluto a Osvaldo Zotto

 
“Sera irrepetible una figura asi emblematica.
Por suerte lo tuvimos, lo admiramos, y nos dejo su esencia.
Gracias argentino…profesor, pingaso, en cada tango estaras presente…
un corte, una quebrada, y hasta siempre..gomia!…”
                                                                                        Oscar Benavidez

Due grandi maestri….

FESTIVAL TANGO Y MAS 2009

“Coral a Goyeneche” Oscar Benavidez e Héctor Ulises Passarella al bandoneòn

 

 

Il nuovo canale video BenavidezTango

Tanti nuovi video di Oscar Benavidez nel nuovo canale di youtube BenavidezTango!!!

Non perderli! 🙂

Tango Festival in Ireland

 

Foto by Neville Gawley (settembre 2009)

Oscar Benavidez & Laura Francia performing at the 7th International Tango Festival in Ireland

Tango al Terrasamba di Rimini

Dicembre 2008 – Oscar Benavidez e Laura Francia

Alcune foto dall’album di Ines

 

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La locandina pubblicitaria dello spettacolo in Giappone

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Oscar e Ines – Charleville (Nord della Francia) – 24 gennaio 1976

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La pubblicità del locale “Michelangelo” nell’estate 1978

Oscar e Ines con molti famosi artisti salivano sul palco del mitico locale. Fra i tanti anche una giovanissima Manuela Bravo!

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Oscar e Ines si esibiscono nel locale Michelangelo – Verano 1978

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Oscar e Ines in uno spettacolo di Folklore a Parigi (1976)

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Oscar e Ines al Cabana Rythm di Parigi – 1976

 

 

Un’estate di tango

Oscar Benavidez e Laura Francia
3 ott.Godo di Russi – Ra
Concerto con M° Silvio Zalambani
y Gruppo Candombe in BUENOS AIRES e ritorno…solo tango a la cumbre.

L’estate se n’è andata. Riprende il solito tran tran dei corsi invernali. Chi ancora non ha deciso di iniziare a ballare il tango, farebbe bene a pensarci! 🙂
Intanto, come ricordo, abbiamo alcune delle bellissime foto scattate da Paolo Brasca e Ivan Martelli a Potenza Picena e dal Photo Center alla Villa Malagola di Russi. Vediamo ritratti Oscar Benavidez e Laura Francia in queste tappe della tournè estiva.
Buona visione!!!

Un tanguero poeta

Oscar Benavidez è un grande tanguero e nella vita ha avuto diverse passioni oltre al tango. Fra queste, sicuramente spicca la passione per la poesia e per le donne.
E allora ecco una poesia dedicata a tutte le donne. Oltre al testo, in fondo, trovate anche il link per poterla ascoltare recitata da Oscar in italiano.

DONNA

Sei donna.
Le note si intrecciano nei tuoi capelli
come cercando il filo di un pentagramma.

Il preludio descrive belle melodie
come il tuo andare di ruscello.

Questa musica trasporta la tua snella figura
verso il buio della notte piena di ricordi.

Il tuo sguardo,
il tuo sguardo ha una dolcezza senza fine
come lo splendore del sole e della luna

Sei donna,
fiore nato nel cuore della terra;
donna,
petalo fragile come la propria vita;
donna,
finestra aperta all’amore e alla poesia,
pezzo di cielo
dove riposa l’andare dell’uomo,
del bambino.

Palpitante ventre d’amore
e di speranza
di fede
di nostalgia
di sogno e ansia;
perduto per sempre.

Donna
e tutto sta detto quando si dice,
quando si dice,
soltanto donna

Oscar Benavidez (QUI in voce)

Recitando Neruda per un amico

SONETO XV
Desde hace mucho tiempo la tierra te conoce:
eres compacta como el pan o la madera,
eres cuerpo, racimo de segura sustancia,
tienes peso de acacia, de legumbre dorada.

Sé que existes no sólo porque tus ojos vuelan
y dan luz a las cosas como ventana abierta,
sino porque de barro te hicieron y cocieron
en Chillán, en un horno de adobe estupefacto.

Los seres se derraman como aire o agua o frío
y vagos son, se borran al contacto del tiempo,
como si antes de muertos fueran desmenuzados.

Tú caerás conmigo como piedra en la tumba
y así por nuestro amor que no fue consumido
continuará viviendo con nosotros la tierra.

Pablo Neruda (1959)

Da molto tempo la terra ti conosce:
sei compatta come il pane o come il legno,
sei corpo, grappolo di sicura sostanza,
hai peso d’acacia, di legume dorato.

So che esisti non solo perché i tuoi occhi volano
e danno luce alle cose come finestra aperta,
ma perché di fango ti fecero e t’hanno cotta
a Chillan, in un forno di mattoni stupefatto.

Gli esseri si spargono come aria o acqua o freddo
e son vaghi, si cancellano a contatto del tempo,
come se prima che morti fossero sminuzzati.

Tu cadrai con me come pietra nella tomba,
così per il nostro amore che non fu consumato
continuerà a vivere con noi sulla terra.

QUI Oscar Benavidez recita il sonetto di Neruda, dedicandolo all’amico Ricardo Roma. E’ una registrazione fatta con i mezzi del tempo, nel 1979.
Accompagnano la voce di Oscar le note di un bellissimo “Tango apasionado” di A. Piazzolla

Altre foto del Conero

Altre foto della vacanza sul Conero. Clicca sulle foto per ingrandirle.

 

Metti una sera a cena …

Racconti di una vacanza

Posti incantevoli con panorami mozzafiato del Monteconero, tanta bella gente simpatica e vogliosa di star bene in compagnia, qualche imprevisto superato, e un mare di relax.
Mare, piscina o passeggiate al mattino; tante ore di lezione al pomeriggio; simpatiche cene in compagnia, con risate e scambi di opinioni; milonga e lezioni di folklore di sera; chiacchiere e bagni in piscina dopo la milonga ….
Che volere di più? 🙂

 

 

 

L’angolo di paradiso: il panorama nel bosco
 

Charlando de tango di fronte al mare

Un momento di relax

 

Posa de tango davanti alla chiesa: Oscar e Chiara

A lezione di Candombe con Oscar

A presto altre foto. Grazie a tutti per la bellissima esperienza! Siete stati meraviglosi compagni d’avventura! 🙂

In spiaggia con i grandi

Sexteto Tango

Per chi non dovesse conoscere questo prodigioso sexteto, possiamo dire che più o meno alla fine degli anni sessanta, l’orchestra di Osvaldo Pugliese, incontrò qualche problema per via della salute del suo direttore e pianista. Così alcuni dei musicisti della formazione, i più “anziani” del gruppo, decisero di formare una orchestra tutta loro, raccogliendo l’idea dello stesso Pugliese, di ridurre un pò la formazione, creando un sexteto di Decariana maniera: nacque così il Sexteto Tango. Durante i primi tempi, per qualche mesetto, tennero i piedi su due staffe, per poi separarsi “consensualmente”, in forma definitiva, da Pugliese.
Come pianista si propose Julian Plaza che sapeva suonare sia il piano sia il bandoneon. Come violini passarono Oscar Herrero e Emilio Balcarce; come contrabbasso passò Alcide Rossi; come bandoneon passarono Osvaldo Ruggiero e Victor Lavallén; il cantante all’inizio fu Jorge Maciel. La nuova formazione debuttò nell’ottobre del 1968 nel mitico locale “Caño 14“.

Numerose le tournè, i concerti nei più importanti e famosi teatri del mondo, dal Colon di BsAs al Giappone
Uno stile inconfondibile grazie agli arrangiamenti originali: basti pensare ai nomi, fra cui Ruggiero, Plaza, Lavallén e Balcarce, tutti grandi arrangiatori e compositori!!!!

Nella foto , scattata in Uruguay a Punta del Este nel 1970, molti dei componenti del Sexteto Tango, in compagnia di amici e altri artisti (e che artisti!) sono a godersi un bel bagno di sole!
Accucciato a sinistra Nestor Marconi (allora il bandoneonista del Sexteto di Francini); i cinque per terra da sinistra sono Victor Lavallen del Sexteto Tango; Enrique Mario Francini violinista e direttore dell’omonimo sexteto; Oscar Benavidez, allora ballerino al Caño14 e mascotte del Sexteto (tutti avevano una figlia da fargli sposare! :-); Emilio Balcarce, violinista del Sexteto; Cesar, il cassiere del locale…non a caso in vacanza insieme a quelli del Sexteto!!! 😉
Un pò in disparte, ma sempre seduto un pensoso Atilio Stampone. In piedi da sinistra, Julian Plaza, Alcide Rossi e Jorge Maciel del Sexteto, e il cantante di Francini, Antonio Maida.
A scattare la foto? Oscar Herrero del Sexteto,… ma per questo dobbiamo fidarci di ciò che dice Oscar!!!

Altra spiaggia sempre a Punta del Este e sempre nello stesso anno. In ordine: Nestor Marconi, Oscar Benavidez e Jorge Maciel.

QUI in questo video, gli amici di Oscar al giorno d’oggi!!!

 

 

 

Al racho de Ochoa

Alcides Chiappolini (il papà di Oscar) con l’amico Fernando Ochoa
Viviana Mensi e Oscar Benavidez con una amica
Anno 1967 nel locale
“El Rancho de Fernando Ochoa”, nel porteño barrio de San Cristóbal;
sul muro c’era scritto a grandi lettere
El arte de la amistad honra a quien lo recibe y a quien lo da”.

Fernando Ochoa fu attore, autore, poeta e gran tradizionalista. La sua casa, a pochi passi dal centro di BsAs, pareva il ranch di un vero gaucho della pampa!
Ideò e interpretò grandi personaggi popolari, come La Mechuda o Don Bildigerno. Ochoa nacque a La Plata e a vent’anni si trasferì nella capitale in cerca di fortuna. Conobbe e lavorò con i grandi del teatro Claudio Martínez Payva, Alberto Vacarezza, Atilio Supparo e molti altri. Ma conobbe anche i grandi della radio e del cinema, lavorando in entrambi i settori. Creò una sua compagnia e con questa girò per molti paesi di lingua ispanica, Spagna inclusa.
Negli anni sessanta, aprì con l’amico Miguel Koury il locale “El Rancho de Fernando Ochoa“, dove molti artisti, personaggi della cultura e della scienza si incontravano in rilassata amicizia tomando mate y tinto.

Oscar e suo papà, grande amico di Ochoa, erano di casa.

Tango a Teheran

21 marzo 1967 – Miami Hotel di Teheran – Iran
Tournè
Juan Carlos Copes Revue
Anita Postorino – Ida Wol – il cantante Hugo Jordan
Oscar Benavidez – “Pulgarcito” Postorino –
Viviana melzi e di spalle Esteban Greco

Con mamma e papà

Oscar a 11 anni fra i genitori nell’aniversario di nozze di tia Isabel

La mamma

il papà

Il papà con un amico

Che Tango Che

Una locandina pubblicitaria della vecchia compagnia di Oscar: Che Tango Che

Lezione al 105 Stadium

Oscar con alcune allieve di Rimini: tecnica di voleos!

Teatro del mare

Oscar Benavidez e Paola Pedrosi
Teatro del mar – Riccione
1999

“Le tango” … frammenti di uno spettacolo


Presentazione dello spettacolo “Le Tango
con
M° Oscar Benavidez e Laura Francia;
Gianluca e Monica Viola
Claudio Cortejarena e Laura Rodriguez

Direzione artistica del M° Oscar Benavidez

El … Lui

El…

Si yo fuera El,
El que baila
aferrado a tu cuerpo
noche tras noche…

Si yo fuera El
El que te trastorna
nota a nota…

Si yo fuera ese 2×4…

no estaria asi solo.

 

Lui

Se io fossi Lui
quello che balla notte dopo notte
avvinghiato al tuo corpo.

Se io fossi  Lui,
quello che ti fa perdere i sensi
battuta dopo battuta.

Se io fossi quel tango,

non sarei così solo.

(Oscar Benavidez)

 

Un amico, una poesia

El tango … che Oscar balla…

Se sei gaucho milonguero o malandra
se la tua vita è lei che balla,
ballala!

Con il tango alla deriva,
sei arrivato,
e i tuoi passi parlarono per te:
balla!

Venti anni non son nulla,
vieni a ballare!
Lustrati il tacco, consumalo, rompilo,
che qui se si balla tango
è grazie a te.

Dopo arrivò dal tuo quartiere
un compadrito, come te,
però più piccolo.
Lo consoci?

Ora che si formò il bailongo,
uno con le bolas,
l’altro con il bombo,
cosa dici? Balli?

Venti anni non son nulla
vieni a ballare!
Lustrati il tacco, consumalo, rompilo,
che qui se si balla il tango
è grazie a te…

(Alejandro Fasanini)

Oscar Benavidez e Alejandro Fasanini
Marotta di Ps – 6 Agosto 2001

Si! Viaggiare!

Cile 1971 – Scalo in aereoporto
Di ritorno dalla Bolivia
Maria Elena Mensi – Oscar Benavidez
Hugo Jordan – un passeggero

Il buongiorno si vede dal mattino!

Oscar a tre anni

Oscar a 7 anni in uno spettacolo per parenti e vicini

In Svezia con Evert Taube!

Evert Taube è stato un cantante, autore, poeta nato in Svezia nel 1890. Instancabile giramondo, venne a contatto con la cultura argentina, soggiornando in provincia di Buenos Aires (in 25 de Mayo) per ben sei anni, dal 1910 al 1915. Benchè la leggenda popolare del suo paese natale, lo volesse impegnato in questi anni come gaucho, in realtà era a capo di un progetto per la costruzione di canali anti-allagamento nella Pampa. Però rientrando in Svezia portò con se molta Argentina, e non si dimenticò nemmeno del Tango! Si! Fu proprio lui uno dei primi a portare il tango in Svezia negli anni 20. Ed è probabilmente in seguito alle sue composizioni che il tango svedese ha subito una sorta di “deviazione” europea…

Il suo popolo lo amava molto, conferendogli riconoscimenti di ogni genere. Era considerato l’artista folkloristico più completo e genuino, tanto che, anche da anziano, ogni anno, i suoi fans gli chiedevano di risalire sul palco, almeno in estate. Era sempre accompagnato da diversi musicisti, fisarmonica, chitarra, basso, fiati, e soprattutto da un formidabile coro. QUI un filmato di una di queste manifestazioni nel 1966.
E questo accadde anche nel 1967, alla veneranda età 77 anni! In quell’anno, nel periodo in cui Evert Taube stava organizzando la sua festa annuale, si esibiva a Stoccolma anche El J.C. Copes Argentine Revue, in un famoso ristorante del centro.
Saputolo, una sera anche Taube andò allo spettacolo per scegliere una delle coppie che lo avrebbe accompagnato nel suo spettacolo estivo al Gröna Lund. Una pareja de tango sarebbe stata con lui sul palco! E così fu! Del gruppo di Copes scelse proprio Oscar Benavidez e una ballerina inglese.

 

Oscar in costume da gaucho, prima di una esibizione con Taube

Il tango sarebbe stato uno di quelli composti dallo stesso Taube, simile a quello che vediamo nel filmato qui sotto, girato sempre nel Gröna Lund, ma l’anno prima.
[Youtube=http://www.youtube.com/watch?v=uz8YX1U6VXw]

La città di Stoccolma fu tapezzata di manifesti con l’immagine di Evert Taube a cavallo e sotto, scritto in grande campeggiava la scritta: “Y desde la Pampa Raul Chiappolini” (il vero nome di Oscar).
Per l’occasione Oscar ballò il tango vestito da gaucho con tanto di bombacha, camisa, corralera, botas de cola, sombrero y faja alla Rodolfo Valentino. E per completare il quadro, anche la ballerina aveva un vestito lungo e bianco, con frappe e pois neri, proprio alla spagnola! Come facessero a ballare non si sa, ma quella era l’immagine del tango in Svezia!

Svezia -Stoccolma -Gröna Lund – 17 luglio 1967
Sul palco a fine esibizione, Evert Taube saluta Oscar.
Notare l’abito della ballerina sulla destra!

Dice Oscar: “Alla fine di ogni spettacolo, Evert mi prendeva per la mano e, prima in svedese e poi in spagnolo, alzandomela, gridava <<Ecco questo è argentino, carne argentina, la pampa argentina, un vero professionista tradizionale!!>>; e giù appalusi. Mi spiace perchè avevo anche i filmini di quel periodo: uno degli amici della compagnia mi seguiva e riprendeva e poi, in fretta e furia, ci riaccompagnava al ristorante per l’esibizione con Copes! Tutto, anche altre foto sono andate perse in un allagamento in argentina!”

Si vede che i canali di Evert non hanno funzionato a dovere! 🙂

Un gotan para dos

Mentre leggi, ascolta Los Mareados, interpretato da Astor Piazzolla

Un gotan para dos

Apenas entres la juné” – Appena entrato l’ho vista. Stava ballando.
Mmmmm! Mi piace! E’ snella e tanguera…
Dopo tre minuti la cabeceo, la invito, …. “me copa“!
Nella partenza già la apreto, la stringo.
Un gemito mi accarezza l’orecchio.
In ogni frase cerco, invento la combinazione.
Che piuma! Faccio quello che voglio.
Que lindo!” Che bello! Le marco un ocho.
Battuta dopo battuta allungo i tempi;
conquisto il suo corpo in una calesita;
geme sul mio lobo destro.
Decido una quebrada, la arrugo,
la avvolgo, fino a stropicciarla …
Que mina! Che donna!
Con lei fuggo i codici e le regole;
ballare insieme è un delirio di soddisfazione.
Al momento ho la senzazione “que le voy“,
le piaccio, mi sente. Oh como milongueo de diez!
Improvviso spontaneamente al contatto con il suo viso;
è una immersione in senzazioni, figure, passi;
le gambe disegnano l’emozione di due silhouette.
Nient’altro che una sola esperienza…il Tango!

Ascolto il ruggito dei bandoneones.
Palpita il mio cuore, vorrei sciogliermi in lui,
fondermi con lui.
Parto confusa, o quasi.
Un ocho, una sentada, un corte! Bene bene!
Bien! Ho capito! Mi lascio andare.
E’ deciso, rude, però sa condurre.
In un pivot mi prende, mi travolge.
Que divino! Straordinario!
Il tango con le sue battute sensuali.
El machismo, il vigore, scompare in una effusione di abbraccio,
diventiamo un solo corpo.
Franela, franeleo …. franeleada!
Questo è il tango. Così è lui.
Così ci trasformiamo noi.
Magica realtà.
Passo dopo passo me re-copo … total,
mi innamoro del suo stile,
del suo modo de tanguear,
di creare … de apoyar.
Tre minuti fa non capivo nulla,
adesso è come se l’universo fosse mio…
Que hermoso! Che bello!
Che pena, che triste, si avvicina il Sol-Do,
il chan-chan di questa intensa melodia,
del fraseggio interminabile,
dove io,
per tre minuti,
ho perso la ragione.

Oscar Benavidez

Michelangelo … ’71

Michelangelo è un locale di Buenos Aires, ma non un locale qualsiasi. Viene sopprannominato la “cattedrale del tango“. Nel 1967 un gruppo di amici decide di trasformare un vecchio magazzino di deposito in una casa di spettacoli, secondo l’uso dell’epoca. Grazie ai nomi che passano sul suo palco, come D’Arienzo, Osvaldo Piro, El Polaco Goyeneche, Osvaldo Pugliese, Astor Piazzolla, ecc…diventa molto presto il tempio della noche porteña. Ma non c’era solo tango. Passarono da li anche grandi nomi del Cabaret come Liza Minnelli o Robert Duvall o comici come Olmedo o Marrone.
Nel 1969 Astor Piazzolla, nel disco Adios Nonino che contiene l’omonimo brano dedicato al padre, inserisce anche il brano “Michelangelo 70” proprio dedicato al locale.
Resta aperto per quasi trent’anni filati e dopo una piccola pausa viene riaperto ed è tutt’oggi il tempio del tango for tourist di Buenos Aires. Maggiori informazioni si trovano sul SITO del locale.

Nel 1971, quando l’orchestra che suonava nel locale era quella di Osvaldo Pugliese, Oscar si esibiva con Ines sul palco del Michelangelo. Con lui c’erano Estella Raval, Jaime Torres, El Trio Noi, Locati e tanti altri.

 

Oscar Benavidez e Ines Iovine
di spalle il bandoneonista
Julio Pane

 

Oscar e Ines ballano Tanguera

Cuando el Gordo se cayó…

Ogni anno, a fine stagione, tutti gli artisti, gli organizzatori, i manager del Caño 14 si riunivano per festeggiare i successi delle serate, con un asado. Anche l’8 febbraio del 1971 si ritrovarono tutti nel Barrio de los Troncos in Mar del Plata. E c’erano proprio tutti!

Oscar è in piedi a metà foto circa; alcuni presenti:
J. Colangelo – Maure – Cacho Ben ben – E. Balcarce – J. Plaza
H. Stampone – G. Maciel – A. Maida – O. Ruggero – Rodillas – H. Jordan
Rego – J.C. Rossi – Marafioti (Hijo) – Lito Scarso – V. Lavallen
A. Stampone – A. Troilo (nella fila di mezzo) – J. C. Copes (a torso nudo)….

Racconta Oscar che, mentre stavano cuocendo l’asado, durante l’aperitivo, nel giardino della villa, improvvisarono una partita di calcetto. Poco distante dal campo improvvisato, stava chiacchierando Troilo con un bicchiere in una mano e il sigaro nell’altra. A un certo punto una palla lanciata troppo lontana, cadde ai piedi del pichuco che gridò: “Mia pibe!!!”. Alzò la gamba con tutta la forza che aveva per calciare la palla … ma la mancò… Tutta l’energia che aveva messo ebbe il solo effetto di estirpare un pò di erba sul prato, e soprattutto di vederlo piombare con il sedere per terra!
I presenti erano tutti preoccupati, ma visto che lui rideva come non mai, corsero per aiutarlo a tirarsi in piedi, fra le risate generali.

Il Gordo era un tipo molto scherzoso: ogni volta che arrivava al Caño 14 per suonare, riposato e sobrio, diceva sempre: “Hoy toco dos notas y mato“. A fine serata, dopo la seconda entrata e dopo aver suonato vari tanghi, se non era soddisfatto, ripensandoci sopra diceva ” Hoy no MATO una mosca!” 🙂

 

Sbirciando in sala prove


Oscar Benavidez e Laura Francia in sala prove.
“Tristeza de un doble A” di Piazzolla.

Un “A.A”, il doppio A, è per anotnomasia il bandoneon, strumento principe del tango argentino. Nella sigla A.A. ci sono le iniziali del primo produttore ed esportatore di bandoneon in Argentina: Alfred Arnold.
Nel brano “Tristesa de un doble A“, Piazzolla ha voluto omaggiare i più grandi del bandoneon, ricreandone i suoni, gli stili e le atmosfere del passato: da Eduardo Arolas allo stesso Piazzolla, passando per Pedro Laurenz, Pedro Maffia, Leopoldo Federico, Osvaldo Fresedo o Anibal Troilo. Anche nella coreografia del M° Benavidez, un sentito omaggio a questo strumento.

Un tango al matrimonio

Il tango nella famiglia Chiappolini l’ha sempre fatta da padrone!
Al matrimonio della zia Delia Chiappolini con Victor Otero, più o meno nel 1953, la sposa festeggia con una ronda di tango. Immortalata dal fotografo mentre balla con uno degli invitati, l’amico Hector Espindola.

Il tango della sposa

 


Gli sposi con gli amici

In spiaggia con Marconi

Nel 1968 Oscar è in tournè con Copes in tutto il centroamerica. A suonare nell’orchestra che accompagna lo spettacolo, un grande bandoneonista: Nestor Marconi.
Ovviamente i musicisti e i ballerini passavano i loro pomeriggi all’aria aperta, tra un bagno e una partita di pallone in spiaggia tutti insieme.

Nestor Marconi  – Hugo Jordan con la palla
Oscar benavidez e dietro Ruben Alzueta

Queste foto sono state fatte in una spiaggia di Puerto Rico, il pomeriggio del 19 ottobre 1968. La seconda qui sotto è autografata dallo stesso Marconi: infatti nel 2002, Oscar era a Buenos Aires e saputo che Marconi era a fare le prove al Teatro Cervantes, lo è andato a trovare per ricordare i tempi andati.
Felicissimo Marconi ha passato una piacevole serata e gli ha autografato la foto scrivendo “Gracias por el recuerdo“.

Puerto Rico – 19 ottobre 1968
Nestor Marconi e Oscar Benavidez

La nonna Benavidez

Questa è la nonna Benavidez, la mamma del papà che ha regalato il nome d’arte a Oscar. Nata nella provincia di Santa Fe era molto affezionata a tutti i nipoti… Oscar è seduto accanto a lei sul divano.

 

I venerdì al Teatro Astral

Quando lavoravo alla Querencia, avevo un amico che avrebbe voluto fare il folklore e gli spettacoli come me. Lui lavorava in un ristorante e poi, finito il turno, passava dove lavoravo e gli insegnavo qualcosa. Un giorno venne da me, dicendomi che lo avevano chiamato per fare un provino per uno spettacolo in teatro con un grande coreografo del momento: Victor Ayos. Mi chiese di accompagnarlo, anche solo per fargli compagnia e coraggio. Accettai anche se con poca voglia.
Il giorno dopo entrammo in questo bellissimo salone del centro andaluso: molto lussuoso e con tanti ballerini. Mi portò a salutare il direttore del salone, presentandomi a tradimento come una promessa del folklore e del tango! Io ero imbarazzatissimo e non me lo aspettavo. Il direttore mi prese e mi mise al centro del salone e mi disse di ripetere il passo che aveva fatto lui. Era una figura di Malambo. Io la feci senza problemi e questo rimase estasiato. Avevo imparato in poco tempo il passo più difficile dello spettacolo! Chiamò un assistente e gli disse di mettersi con me nell’altra sala e di passarmi tutte le coreografie dello spettacolo! In un’oretta imparai tutto e il direttore mi disse che il giorno dopo alle due del pomeriggio mi dovevo presentare al Teatro Astral per fare le prove dello spettacolo. Ero stato preso!!! Mi fecero il contratto per 2 mesi…rimasi una anno e mezzo!”

Teatro Astral – Corrientes 1639 – Venerdì 15 luglio 1966
Anita Postorino y Esteban Spagnolo
Cristina Rey y Oscar Benavidez

Tango a Parigi

Oscar e Ines – Parigi 4 aprile 1976

Un malambo per gli inglesi

Nella stagione estiva, da maggio a novembre del 1992, Oscar e due amici argentini, si sono esibiti ogni giovedì nel Villaggio Turistico di una  località vicina a Dover.
Davanti a più di cinquecento persone ogni sera, entrava sul palco “Directly from Argentina” il trio “Los gauchos” composto da Oscar Benavidez, Luis Castagno e Raul Arrieta.
Boleadoras, malambo e tutto quanto fa folklore, sempre accompagnato dall’incalzante ritmo dei bombos. Nel video, dopo l’introduzione dei tre, uno scatenato malambo di Oscar. Parte in sordina…ma il finale è in crescendo!

Saluti dal maestro

Raul Arrieta e Astor Piazzolla – Macerata 1986
Due amici mandano i saluti a Oscar (Chiappolini per loro)

Tango in diretta su Rai2

Nel 1994 Oscar Benavidez partecipa ancora una volta alla trasmissione televisiva di Rai 2, L’Italia in diretta, presentata e ideata da Alda D’Eusanio. Per l’occasione Oscar  balla con Paola Pedrosi in collegamento esterno da Castrocaro, dove si trova l’inviato Gianfranco Agus. Le foto sono tratte dalle riprese televisive della trasmissione.

 

Oscar e Paola

Tango: una musica infinita
L’intervista di Gianfranco Agus

 

In collegamento con lo studio
dove si trova Alda D’Eusanio

 

Foto con dedica

Dall’album dei ricordi di Oscar tre foto con dedica al caro amico: il cantante, attore, produttore Hugo del Carril, il cantande Jorge Sobral e il comico Juan Carlos Mareco.

Hugo del Carril

Jorge Sobral

Juan Carlos Mareco (Pinocho)

 

Saggio con il maestro

Rimini – Teatro Novelli giugno 2007 – Saggio di danza della scuola Anca Ardelean
Il maestro Oscar Benavidez e l’allieva Chiara Lucchi
ballano Chique accompagnati dal bandoneon di Roberto de Rosa

 

 “Grazie Oscar…mi hai regalato una emozione indimenticabile! Chiara”

Al Teatro Astral di BsAs

Al teatro Astral la rappresentazione dello spettacolo di Mariano Mores (detto Bignaga) e Hugo del Carril (nella battuta fra artisti Jugo del cuadril) “Buenas Noches Buenos Aires“. Grazie al successo le rappresentazioni seguirono per nove mesi e poi venne girato il film.

Teatro Astral – Buenos Aires – 1963
Due operai del teatro – Hugo del Carril con un bimbo in braccio –
un operaio di scena – Oscar Benavidez – Edgardo del Rio (El tata)
Mariano Mores – L’humorista Juan Verdaguer

Teatro Astral – Buenos Aires – 1963
Oscar Benavidez – Alberto Marcò – Palomo

Teatro Astral – Buenos Aires – 1963
In piedi: Eduardo Palazo – Robertito Tavella – 
La guardia personale di hugo del Carril – Nelson Avila
Sotto: Ruben Alzueta – Oscar Benavidez – Rodolfo Zapata

 

Un momento dello spettacolo:
Oscar è sulla destra con le mani sui fianchi

 

Tocando la milonga triste

Teatro Astral de BsAs – 3 giugno 1966
Prove dell’apertura dello spettacolo di Copes Argentine Revue:
uno spettacolo che ha fatto il giro del mondo
Nella foto Oscar Benavidez suona la chitarra e canta la “Milonga triste”
Adolfo Gomez al bandoneon – Oscar Benavidez alla chitarra –
Estevan Spagnolo (Greco) – Maria Cristina Rey (sorella di Maria Nieves)

 

 

A spasso con Troilo

Lunedì 8 febbraio 1971 – Mar del Plata – BsAs
Calle 1° junta 681 – Barrio Los troncos
Raquel, Oscar, El pichuco e una coppia di amici

Una lezione in Ambasciata

14 settembre 1971 – Embajada Americana
Maria Nieves con l’ambasciatore americano
Moglie dell’ambasciatore con Rodolfo Dinzel
Ines Iovene e Oscar Benavidez
In ginocchio a controllare gli allievi Juan Carlos Copes

 

Folklore che passione!

” A tredici anni, la mamma mi fece prendere il diploma di maestro di folklore e di tango (che non era ancora molto diffuso). Maestro di folklore e coreografia. Ho cominciato a insegnare in tre scuole primarie, cioè insegnavo il folklore ai bambini. Una volta alla settimana andavo in due club che avevano la peña, la scuola di folklore, e insegnavo pure li. Nel frattempo studiavo con una maestra che faceva altri balli: flamenco, malambo… Io ero il coccolato perchè ero il più bravo. Apprendevo in fretta e tutto mi riusciva bene. Tutte le mamme volevano che io ballassi con la loro figlia e questo era un orgoglio per i miei genitori. Un pò meno per me che dovevo ballare con tutte!”
” Un giorno, avevo appena compiuto 17 anni, la mamma mi disse di andare con la maestra in centro, in un locale dove lei si esibiva in uno spettacolo spagnolo. Dopo lo spettacolo, la maestra mi portò in un altro locale, la
Querencia, dove, fra una portata e l’altra c’era uno spettacolo di folklore. Mi presentò al direttore dello spettacolo come una promessa del folklore, strappando per me un provino. Andai a fare il provino con una zia, la sorella di mio padre. Piacemmo e ci ritrovammo a fare lo spettacolo in mezzo ai giganti del folklore, ultra cinquantenni con tanta esperienza e sentimento. Io mi sentivo spaesato e intimorito. Alcuni di loro mi prendevano in giro perchè non avevo tanta esperienza. Invece il presentatore, un vecchio poeta e cantore di folklore mi disse che io sarei stato il “cadenero”, il cavallo che comanda il gruppo, quello che trascina gli altri.”

Compañia Infantil de Sara Rodas – Teatro Coliseo – Lomas de Zamora – 1954

Oscar è fra i bimbi dietro con il pañuelo lungo bianco

 

Lomas de Zamora – 1956

Sara Rodas y Oscar Benavidez in una zamba

Grupo La Cordillerana – Municipio de Lomas – 1961

Il primo gruppo folkloristico creato e diretto da Oscar

Lelia Tucci e Oscar Benavidez

Augustina Perez e Miguel Angel Correa

Grupo La Cordillerana – Buenos Aires – 1962

Oscar Benavidez e Hayde Perez

dietro Marta Balbi e Norberto Tucci

Grupo La Cordillerana – Buenos Aires – 1962

Miguel Angle Correa e Lelia Tucci

Hayde Perez e Oscar Benavidez

Norberto Tucci e Marta Balbi

¡Che Oscar Che!

Ma qual è il migliore? La copia o l’originale? 😀

Auditorium della Sala Comunale di Gemmano (RN) – 1993
Commemorazione al Che Guevara:
Oscar ha recitato e cantato le canzoni dedicate al Che

 

La stagione 1971 a Caño 14 (Mar del Plata)

Il Caño 14 è un mitico locale notturno: venne inaugurato nel 1964 da Atilio Stampone (il cugino di Hector) e nel giro di poco tempo diventò un tempio del tango. Era conosciuto da tutti anche perchè fra i soci c’erano l’ex calciatore del “Terceto de Oro” del ’46 Rinaldo Martino  e l’attore Pedro Aleandro. Negli anni settanta era un vero e proprio riferimento per gli amanti del genere, anche perchè il tango stava entrando un pò in crisi. Dopo una breve chiusura, nel decennio della dittatura, ora ha riaperto ed è punto di riferimento per molti turisti della capitale.

Caño 14
Oscar e Ines
4 aprile 1972

Nel corso degli anni ha visto passare sul suo palco le migliori formazioni e i più grandi artisti del tango. Uno dopo l’altro ci son passati tutti: tantissimi e applauditi anche i poeti più famosi. Ma forse proprio tutti tutti no: credo che Piazzolla non sia mai stato invitato; per lo meno durante la gestione di A. Stampone. E’ risaputo che fra i due non corressero buoni rapporti dopo l’esperienza di Stampone nell’Ottetto di Piazzolla (probabilmente sarà stato invitato nella seconda riapertura…a fine anni ottanta era un vero lusso poter ospitare Piazzolla!)
Era uno dei club notturni con l’arredamento più scarno, a metà strada tra una “cave esistenzialista” e l’odierno centro sociale. Comunque più frequentato per ascoltare e guardare che per ballare. Grazie ai nomi che ospitava, attirava anche la società “bene” che magari prima era stata nei teatri della vicina Avenida Corrientes, e verso l’alba passava al Caño 14 per ascoltare un Tango insieme ai porteñi. E questo capitava anche agli artisti: qualche cantante di fama (Susana Rinaldi, Roberto Goyeneche,…) magari prima si era esibito a pagamento in qualche teatro o club e poi passava di la, regalando un ultimo tango agli avventori.

In tutta questa frizzante euforia, in questo rutilar di nomi, per quattro lunghi anni Oscar ha lavorato nel locale, esibendosi con la compagnia di J.C. Copes, o in coppia con Ines, ogni sera accanto ai grandi del tango.
A testimonianza, alcune foto ricordo scattate nella sede estiva di Mar del Plata: a fine stagione, ogni anno, il locale si trasferiva in una località turistica per l’estate. Ogni estate cambiava la sede: capitò anche che si trasferisse all’estero, come nel 1970, anno in cui fu in Punta dell’Este in Uruguay.

Cachito Ben Ben – Anibal Troilo – Oscar Benavidez

Cacho Ramos – Hugo Jordan – Roberto Goyeneche “disseta” Oscar Benavidez

Hugo Jordan – su amigo – Oscar Benavidez – Hector (Chupita) Stampone – Cacho Ramos (cachito Ben Ben)

Oscar con la sigaretta – Jorge Maciel in smoking – Lito Scarso in basso – 5 camerieri del locale

in prima fila: Un cantante ??? – Hugo Jordan – R. Goyeneche – Willie Fernandez – Oscar Benavidez – Cachito Ben Ben

Los perritos de Oscar

Sin da piccino Oscar ha sempre avuto un affetto e una simpatia incredibile per i cani. Quasi sempre nella sua vita è stato accompagnato da un canetto. Ecco alcuni dei più fedeli compagni!

La nonna Rosa Salerno di Montegiordano di Cosenza, partita dalla Calabria con i suoi 14 figli!
Una di questi era la mamma di Oscar
In braccio Oscar e il suo primo compagno di giochi Terry.

Rodolfo il tanguero

Il piccolo grande Boris

Astor “il figlio di Oscar”

 

 

New York: Scozia-Argentina 1 – 1

New York – Latin Quarter – 1964
Oscar Benavidez – Beto – Il padre e di Victor Ayos  con il figlio – Ruben  Azuleta -Nelson Avila

 

5 luglio 1964
Latin Quarter di New York – dietro alle quinte
Oscar è in cima alle scale con la chitarra.
Sotto vestiti da scozzesi Ruben, Nelson e Beto.
Davanti, vestiti da gauchos due scozzesi Marc e Bobby

Questa è una foto scherzosa scattata dopo lo show. Oscar e i suoi compagni si sono scambiati gli abiti di scena con un gruppo di scozzesi che suonava imitando i Beatles nello stesso show!  E, ovviamente, gli scozzesi si son vestiti da gauchos! Dietro alla foto, usata come una lettera, Oscar scrive ai genitori spiegando questa cosa e invita i compagni Nelson, Beto, Ruben e due degli scozzesi presenti nella foto, a fare altrettanto e a salutare i suoi genitori: un retro foto molto ricco!!!
Scrivono testualmente:

Querido papi Alcides, querida mamita Santina, como ustedes pueden apreciar en la presente foto que les invio, nos encontramos debuto del Latin Quarter donde fue tomada la misma con estos modelitos exclusivo que hicimos tan monamente [ 🙂 da brave donnine di casa si son cuciti i vestiti!]. La vestimenta es de un conjunto Escoces, que trabaja ahora con nosotros; los quales dos de ellos aparecen en la presente vestido de gauchos (son 5 que se peinan igual a los Beatles, nuestro peinado de esa forma es por esa razon: ellos como nosotros y nosotros como ellos. – Oscar

Querida s.ra Santina aunque en la presente foto vestimos graciosas polleras, pueden usted y su esposo estar bien seguros que dejamos muy bien sentado a la vista de los gringos, que el gaucho es bien macho. Un cariñoso beso. – Beto

Estimado S.r Alcides y S.ra Santina, en la presente tenemos pinta de “maricas”, pero bien peinado, somos lindos pibes. Con un hasta pronto me despido de Uds, con un sin fin de besos, con el mismo cariño que lo daria con mis padres, reciban Uds mis recuerdos. Bye bye. – Ruben

Querida S.ra Santina, no voy a caer en la redundancia de querer sabes como esta, que ya lo se por la carta que Ud le invia a la “hija la gorda”(Oscar era il gordito, ma in questo caso al femminile 🙂 ), sin mai esperando que esta sea de su agrado. Me despido con un beso, para ud y su esposo. Y un hasta a la proxima. Chau.- Nelson

Seguono le firme dei due scozzesi: “To Santina. Bobby S.” e Oscar aggiunge “dedicatoria de rubio de la foto para voz mama, toca la guitara“. E anche “To Santina all my best wishes. Marc” a cui Oscar aggiunge “Esta es del gordito que toca la bateria“.

Que rico! Certo che si divertivano anche questi ragazzi! 🙂